Referendum: Polemiche per posizione Obama. Bersani: "Basta un yes..."

Salvini: "Siamo al ridicolo". Renzi: "Le critiche si commentano da sole"

Redazione ANSA ROMA

Polemiche per l'endorsement di Barack Obama per il sì al referendum. "Siamo a basta un yes...". Ironizza Pier Luigi Bersani con un riferimento al comitato 'Bastaunsi' a sostegno della riforma costituzionale in vista del referendum del 4 dicembre. "Gli americani - sottolinea l'ex segretario - hanno diritto di esprimere una loro opinione, ma ci vuole misura, ci vuole garbo quando si parla di Costituzione".

"Bisogna non urtare - aggiunge - sensibilità ben radicate. Voglio ricordare ai nostri amici americani che dopo la guerra loro hanno potuto dare più di qualche consiglio ai giapponesi e ai tedeschi, che erano le nazioni sconfitte. Ma noi la Costituzione l'abbiamo fatta da soli, perché c'era stata la resistenza, c'erano i comunisti, i democristiani e le altre forze politiche. In Italia c'era qualcosa sotto, non c'era il deserto. E sarebbe bene ricordarselo quando si parla di Costituzione". 

Salvini, siamo al ridicolo - ''Renzi dice che l'Europa non si deve occupare delle vicende italiane e poi Obama dice dovete votare sì e se anche votate no Renzi deve rimanere al suo posto. Penso che abbiamo raggiunto il ridicolo. Tra Renzi e Obama non so chi faccia più ridere, lasciando perdere Benigni''. ''In giro - ha proseguito - sento tanta voglia di ripartire, che fa rima con il no perché la riforma è fatta male e pasticciata. Lo abbiamo visto anche negli Stati Uniti. Chi vota sì, gli Obama che non l'hanno neppure letta, i banchieri, gli industriali... E' una riforma che ci lascia schiavi dell'Europa e delle Banche. Penso che vincerà il no'', ha aggiunto ricordando di trovarsi d'accordo nel votare no ''con gente con cui sono lontanissimo, commercianti, imprenditori, associazioni culturali, docenti universitari. Se una riforma è fatta male è fatta male. E più sono le persone di diverse estrazioni politiche a riconoscerlo meglio è''.

Grillo, Renzi ci svende per un selfie - "Per un selfie con Obama, Renzi svende l'Italia alle grandi multinazionali. Ecco il prezzo che i cittadini italiani pagano per avere un endorsement presidenziale alla riforma costituzionale Boschi-Verdini". Così gli europarlamentari M5s in un post sul blog dei beppe Grillo. "A Obama non sembrava vero: ha trovato in Renzi il premier (non eletto) perfetto per imporre la sua linea politica su TTIP e ostilità verso la Russia" affermano i 5 Stelle che aggiungono: "durante il suo discorso alla Casa Bianca ha dichiarato: 'entrambi riafferriamo il nostro forte appoggio al TTIP che aumenterà i posti di lavoro, le esportazioni, l'innovazione e la crescita in entrambi i lati dell'Atlantico'. È falso!".

D'Alema, sostegno di Obama? Renzi non spiega bene - Il sostegno di Barack Obama e del Partito socialista europeo per il 'sì' al referendum sono arrivati perché all'estero si è preoccupati per la stabilità del paese a causa di un "errore" del presidente del Consiglio, che non ha spiegato che "il referendum non ha nulla a che fare con la stabilità del paese". E' l'estrema sintesi del ragionamento fatto da Massimo D'Alema a margine del lancio della campagna 'Together' del gruppo S&D al Parlamento europeo per dare "una nuova direzione all'Europa" ed accompagnare le campagne elettorali dei prossimi 18 mesi.

Renzi, le critiche si commentano da sole - "Non commento i commenti italiani, si commentano da soli". Così Matteo Renzi, incontrando i giornalisti, reagisce alle critiche di esponenti politici piovuti sulla visita alla Casa Bianca e sul sostegno di Obama al referendum. "I commenti che ho ricevuto - ha aggiunto - la maggior parte sono orgogliosi, in altri c'è un po' di disincanto ma l'idea degli americani che ci spiegano cosa fare riguarda gli addetti ai lavori. Che l'Italia sia affidabile lo si deve a molte realtà del paese, l'Italia non è più un problema da qualche anno".
   

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