Renzi firma 'Patto Basilicata', Sud montagna bellezza

Dopo Calabria e Sicilia, il premier a Matera

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, hanno firmato nel teatro Duni di Matera il "Patto per la Basilicata" con un investimento complessivo di circa quattro miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi di risorse già disponibili per il primo biennio. L'accordo prevede "la attuazione degli interventi prioritari e la individuazione delle aree di intervento strategiche per il territorio". Cinque sono gli assi concordati tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Basilicata: le infrastrutture (circa 1,83 miliardi di euro), l'ambiente (953 milioni), lo sviluppo economico e produttivo (424 milioni), il turismo e la cultura (308 milioni), il welfare e la legalità (278 milioni).

"C'è un'emergenza di lotta contro tutte le forme di illegalità, contro la criminalità organizzata di stampo mafioso, camorrista, 'ndranghetista", ha detto il presidente del Consiglio ricordando di essere stato in visita alla lapide di Pio La Torre sabato scorso.

"Combattere senza pietà la corruzione vuol dire portare a processo chi è colpevole. Non vuol dire 'sono tutti uguali, rubano tutti'. Chi lo dice fa un favore ai ladri che vanno portati nelle patrie galere, non devono restare a piede libero". "Sono felice - ha aggiunto - di leggere gli articoli sulla corruzione ma preferisco gli articoli del codice di procedura penale".

Poi sulla scuola, Renzi, replicando a una contestatrice, ha detto: "Abbiamo assunto chi aveva diritto costituzionale. Chi, per responsabilità dei governi passati, non ha questo titolo, purtroppo o per fortuna, la Costituzione ci impedisce di assumerlo senza concorso. E facciamo un concorso che non era fatto da anni. Se negli ultimi 20 anni si fosse investito, anziché tagliare, questa situazione non si sarebbe creata. 'Umiliazione' lo vada a dire a chi si è comportato in modo indecoroso. Noi abbiamo messo tre miliardi".

"Abbiamo bisogno di cultura e di politica estera. Se c'è un motivo per cui l'Europa è in crisi non è perché vengono a farci male da fuori ma perché nelle nostre periferie si è perso il senso dell'identità. Il fanatismo è cresciuto nel cuore delle nostre città", ha detto ancora il premier a Matera.

"Dalla rassegnazione all'autostima. Non è un programma soltanto per Matera e la Basilicata: è quello che l'Italia deve fare nei prossimi due anni. Se dici che le cose andranno meglio e cambieranno, rischi. Non rischi con la rassegnazione che è propria dei contestatori che fischiano. Ma le cose non le cambiano quelli che fischiano qui fuori, bensì i coraggiosi che rischiano e si sporcano le mani. E portano i colori bianco, rosso e verde dell'Italia che non ne può più della rassegnazione".

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