Migranti, l'Ue apre al piano italiano ma Berlino boccia Eurobond

Renzi: 'Se Merkel ha altre soluzioni sui migranti le dica'

Patto sull'immigrazione 

L'Unione europea "dà un grande benvenuto" al 'migration compact' messo sul tavolo dall'Italia, ma Berlino boccia la proposta più innovativa del piano: finanziare con l'emissione di eurobond gli accordi con i Paesi terzi per frenare l'emigrazione. "Il governo tedesco non vede alcuna base per un finanziamento comune dei debiti sulle spese degli Stati membri per la migrazione", ha tagliato corto il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert. Da Bruxelles fonti europee hanno riferito che la Germania punterebbe ad una tassa speciale sulla benzina, di cui il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble avrebbe "già discusso col presidente Jean Claude Juncker". Ed il portavoce di Bruxelles, Margaritis Schinas, non si è sbilanciato. "La Commissione Ue - ha detto - ha sempre sostenuto che occorre essere creativi. Abbiamo preso buona nota della proposta italiana, ma sono state formulate anche altre proposte. Non posso dare, in questa fase, una posizione della Commissione Ue". Matteo Renzi in serata ha replicato osservando che "l'Ue deve farsi carico del tema. Noi abbiamo proposto gli eurobond. Bene Juncker, se la Merkel e i tedeschi hanno soluzioni diverse ce le dicano, non siamo affezionati ad una soluzione". "Ma sia chiaro - ha aggiunto il premier parlando al Tg1 - che il problema lo deve risolvere l'Ue tutta insieme. L'Italia è tornata dalla parte di chi propone soluzioni, non di chi urla".

La lettera di Renzi a Tusk e Juncker

Da Bruxelles erano già arrivate lodi. "Il presidente Juncker è molto contento che l'approccio europeo trovi forte sostegno" da parte dell'Italia e del suo premier, ha detto il portavoce della Commissione europea, aggiungendo che "lavoreremo a stretto contatto con Matteo Renzi per continuare a spingere per avere più Europa". D'altra parte, ha aggiunto, "la Commissione Ue è convinta che solo un approccio europeo più forte, che copra sia la dimensione interna che esterna delle politiche Ue, ci possa aiutare a gestire i flussi dei migranti in modo ordinato, in uno spirito di accresciuta solidarietà e per tornare ad un sistema Schengen pienamente funzionante". Intanto a Lussemburgo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha aperto la discussione sul piano italiano con i colleghi europei. Nel giorno in cui esattamente un anno fa il naufragio con oltre 800 morti al largo delle coste libiche fece ("finalmente", ha chiosato Federica Mogherini) scattare la reazione europea, Gentiloni ha osservato che la nuova tragedia dei somali "è un motivo in più per discutere il 'migration compact' preparato dall'Italia". L'Alto rappresentante europeo ha definito il piano italiano "un positivo contributo politico per mantenere il focus sul lavoro e aumentare l'impegno combinato di istituzioni e Stati membri". Ma ha sottolineato anche che "molti elementi supportano lavori e attività che già facciamo". E ha ricordato che "in seguito al summit de La Valletta è stato creato il Trust Fund per l'Africa con il quale sono già stati allocati 700 milioni di euro per progetti concreti mirati a sostenere non solo le autorità nazionali ma anche progetti locali". Mogherini poi ha osservato che è già in corso il dialogo con Mali, Ghana, Costa d'Avorio, Etiopia, Niger, Sudan, che "c'è interesse a rafforzare i legami" con i Paesi del Sahel e che i ministri europei hanno "deciso di continuare ad investire per garantire che controllino il territorio".

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