Terrorismo: Renzi, non abbassare guardia

Il premier nella Enews: 'Ue segua linea Italia sicurezza-cultura. Presto diventerà proposta di tutto Pse, diventi legge in Ue'

"La polizia belga ha arrestato ieri Salah. Sono contento. Penso alle famiglie delle vittime, cominciando da quella di Valeria Solesin". Lo scrive il premier Matteo Renzi nella Enews. "Tutto risolto, dunque? Ovviamente no. La minaccia terroristica esiste e resiste dappertutto, anche in Europa, anche in Italia. Dunque è fondamentale non abbassare la guardia, investendo sugli strumenti tecnologici (in questo caso il terrorista è stato individuato grazie a un vecchio telefonino), sulla sicurezza, sulle forze di polizia".

"Salah è stato ritrovato a casa sua, a Bruxelles. Da mesi l'Italia dice che accanto a una risposta credibile sul piano securitario l'Europa deve avere una strategia sui temi cultura, periferie, educazione. Per ogni euro investito in sicurezza, un euro investito in cultura. Siamo convinti che questa proposta italiana debba diventare legge anche in Europa". "Presto diventerà anche la proposta di tutta la sinistra europea, socialisti e democratici. Spero sia fatta propria anche dagli altri Paesi".

Poi ancora, sempre nella newsletter Enews, il premier scrive: "Adoro la bufala quando si tratta di mozzarella. Un po' meno quando si parla di politica. Ma ho molto riflettuto su un incredibile elenco di falsità che circondano l'azione del Governo e spesso l'immagine del Paese. Per molto tempo ho pensato che la soluzione migliore fosse non rispondere. Forse però non è la strategia migliore. Perché noto una strategia: alcune bufale-leggende metropolitane ripetute costantemente debbono diventare la realtà". "Qualche mese fa lessi una dichiarazione del leader del Movimento 5 Stelle, Gianroberto Casaleggio, in cui sosteneva la sovrapposizione di viralità e verità: ciò che è virale, diventa vero. Per me tutto ciò è allucinante. Ma forse vale la pena dedicare tutte le settimane un piccolo spazio delle enews per parlare di bufale. Una per una, le smonteremo con la forza dei numeri. Perché la verità è diversa (e più forte) della viralità. E perché la realtà vince sulle bugie: magari ci mette un po' di tempo. Ma poi vince la realtà", sottolinea Renzi.

Sul Jobs act: "Da italiano non sono contento: avrei preferito che questa bella riforma" del lavoro, il Jobs act, "fosse fatta da chi mi ha preceduto negli ultimi anni. L'avessero fatta loro, io avrei avuto una riforma in meno da presentare nel rendiconto ma molte famiglie avrebbero trovato lavoro prima. E dunque non posso essere contento: i tedeschi hanno agito dieci anni prima di noi. E i risultati si vedono", ha scritto Renzi.

In un anno con il Jobs act "21mila persone prima non avevano un lavoro, ora ce l'hanno. 468mila persone prima non avevano un lavoro stabile, ora ce l'hanno. E quasi un milione di contratti a tempo indeterminato in più sono stati firmati in un anno. Un risultato strepitoso". Lo scrive Matteo Renzi nella Enews. "Merito più delle norme o più degli incentivi, discutono i tecnici. Io credo che sia merito di entrambe le cose (non a caso le abbiamo fatte insieme, non è stata una coincidenza astrale: e l'anno prima gli incentivi del Governo precedente non avevano funzionato). Ma il dato di fatto - sottolinea il presidente del Consiglio - è che la riforma del JobsAct produce più posti di lavori e posti di lavoro più solidi. Chi parla di questa riforma come di un fallimento dovrebbe fare i conti con la realtà".

 "Ormai Pompei è come l'Expo, come la variante di Valico, come il superamento del Senato o come la nuova legge elettorale: la parola fine a chiacchiere improduttive e sterili fatte per decenni in passato. Un simbolo dell'azione di sblocco che l'Italia aspettava. E che l'Italia merita", ha scritto Renzi nella sua Enews. 

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