Pd: Matteo Renzi: "Dibattito surreale, ci vediamo al congresso"

Il segretario del partito nell'e-news fa riferimento agli appuntamenti della direzione prima e poi del congresso del 2017

Davanti ai tanti problemi in Europa e nel mondo "il dibattito interno di tutti i partiti (talvolta purtroppo anche del Pd) sembra surreale. Ai miei compagni di partito che pongono grandi problemi sulla visione strategica della sinistra, in Italia e nel mondo, do appuntamento per lunedì prossimo, in direzione e soprattutto al congresso del 2017": a scriverlo è Matteo Renzi nell'e-news.

"Viva le primarie vere, libere, oneste. Quelle in cui chi perde ammette la sconfitta e dà una mano. Quelle in cui chi vince va in campagna elettorale non da solo ma con migliaia di persone che vogliono essere cittadini, non solo numeri". Così Renzi, nell'e-news, che ai critici dice che "le primarie sono uno strumento serio per favorire la partecipazione e aprire la classe dirigente dei partiti al rapporto con i cittadini. Certo, qualche volta si registrano casi antipatici, non è una discussione nuova". "Io ricordo - afferma il segretario Pd - che quando ho perso le primarie del 2012 molti dei miei amici volevano fare ricorso perché in intere regioni c'era la poco simpatica abitudine di bruciare schede e verbali senza la possibilità di ricontare. Allora presi il microfono e dissi la verità: che avevo perso. Punto. Può accadere di perdere. E solo chi sa perdere potrà imparare a vincere".

"Un continente con un potenziale enorme ma che sembra smarrito davanti alla crisi dei rifugiati". Così il premier nell'e-news descrive l'Ue aggiungendo che per questo "tutti i giorni noi come Italia lavoriamo per un'Europa centrata sui valori umani e non solo sui parametri economici" e in vista del consiglio Ue di giovedì "vogliamo trovare un accordo con la Turchia, ma non al prezzo di rinunciare ai valori che caratterizzano l'Europa, vogliamo una risposta unitaria europea che non sia fondata sulla paura e sui muri".

Poi ancora: "Quando ho annunciato la data di inaugurazione della Salerno-Reggio Calabria (22 dicembre 2016), ai corrispondenti della stampa estera che mi intervistavano è scappata una sonora risata. 'Questa ci è piaciuta, raccontacene un'altra' sembravano dire con il loro risolino. Conosciamo quel risolino, intendiamoci: quante volte negli ultimi quarant'anni la Salerno-Reggio è stata bloccata, rinviata, sospesa? Ma quel risolino mi ha fatto male perché l'ironia non era su di me, o sul Governo: quel risolino era il simbolo delle tante ironie sull'Italia, contro l'Italia". "Quel risolino - sostiene - lo conosciamo. È lo stesso risolino che ci fu rivolto al momento dell'annuncio degli 80 euro. È lo stesso risolino che ci fu rivolto quando annunciammo l'inaugurazione della variante di valico. È lo stesso risolino che ci fu rivolto quando nel cantiere dell'Expo dicevamo che saremmo arrivati in tempo e che la manifestazione sarebbe stata un successo. È il risolino della legge elettorale che non si farà mai, del Senato che non si cambierà mai, dei poteri alle Regioni che non si ridurranno mai, del tetto allo stipendio dei supermanager pubblici e di tutto quello che potete facilmente immaginare. Quel risolino è un risolino contro l'Italia. Ecco perché quando sono andato sul cantiere e ho visto gli operai che hanno abbattuto l'ultima galleria avvicinarsi a noi con i loro caschi e con in mano un tricolore, mi sono commosso".

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