Libia nel caos tra milizie, Isis e due governi

Sirte la roccaforte dei jihadisti, ma sono anche a Sabrata

Una Libia politicamente spaccata in due e attraversata da milizie armate e jihadisti che con l'Isis vogliono estendere la propria area di influenza da est a ovest.

Questa in sintesi la mappa del caos libico.

    * ISIS - E' stata Derna, ex provincia dell'Italia coloniale sulla costa orientale del Paese, la prima città libica a giurare fedeltà allo Stato islamico e al 'califfo' Abu Bakr al Baghdadi, nell'autunno del 2014. Inizialmente circoscritta a Derna, la presenza dei jihadisti dell'Isis si è spostata a Tripoli, dove il 27 gennaio dello scorso anno è stato compiuto un sanguinoso attacco all'hotel Corinthia. A febbraio 2015, gli uomini di Baghdadi sono entrati a Sirte, divenuta la loro roccaforte, e da dove hanno lanciato attacchi contro alcuni campi petroliferi nell'area di Ajdabiya - riconquistata la scorsa settimana dall'esercito guidato da Khalifa Haftar. a Sabrata, a ovest della capitale libica a ridosso del confine con la Tunisia, i jihadisti possono contare su tre basi e campi di addestramento, e una forza stimata in almeno 200 combattenti. Il centro della città è stato attaccato il 24 febbraio: i seguaci di Baghdadi hanno ucciso 19 miliziani, decapitandone 12. Poi sono stati respinti dalle milizie locali.

    * ANSAR AL SHARIA - Nati dalle ceneri della rivolta del 2011 di ispirazione qaedista, i 'Partigiani della Sharia', alleati dell'Isis, controllano una residua parte di Bengasi, dopo la vittoriosa offensiva di queste settimane delle forze di Haftar.
    Sono ritenuti responsabili dell'attacco alla sede diplomatica Usa dell'11 settembre 2012 in cui morì l'ambasciatore americano Chris Stevens e altri tre statunitensi. Il gruppo è inserito nella lista nera di Usa e Onu delle organizzazioni terroristiche.

    * FORZE REGOLARI E PARLAMENTO LEGITTIMO - In Cirenaica, a Tobruk e Baida, si è trasferita nell'agosto 2014 per motivi di sicurezza la Camera dei rappresentanti (Hor), il Parlamento eletto e riconosciuto legittimo dalla comunità internazionale, e il suo governo, presieduto da Abdullah al Thani. E' sostenuto dalle forze regolari libiche, nelle cui file è stato 'riassorbito' l'ex generale Haftar, divenuto capo dell'esercito, protagonista dell'operazione militare 'Dignità' contro Ansar al Sharia e Isis, e quella contro le milizie filo-islamiche della coalizione Fajr Libya (Alba della Libia) a Tripoli. A fianco delle istituzioni di Tobruk si sono schierati l'Egitto e gli Emirati Arabi Uniti, entrambi indicati come responsabili di raid aerei sulle milizie di Tripoli sin dall'estate del 2014.

    * FAJR LIBYA E GOVERNO 'PARALLELO' - Dopo la battaglia di agosto 2014 contro i rivali di Zintan (la potente milizia che fa base nell'omonima città a sud di Tripoli, considerata alleata di Tobruk) per il controllo dell'aeroporto internazionale di Tripoli, Fajr Libya (principalmente composta dagli ex ribelli di Misurata) ha imposto nella capitale un governo parallelo, denominato "di salvezza nazionale" e guidato da Omar al Hassi, esponente dei Fratelli musulmani, appoggiato dalla Turchia. Le milizie hanno riportato in vita anche il Congresso nazionale libico, l'ex Parlamento il cui mandato è scaduto. Il Qatar è stato accusato di fornire armi e approvvigionamenti alle milizie filo-islamiche.
   

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