Verdini: "Votare altre fiducie? Non ci tireremo indietro"

L'unione con i centristi è inevitabile, ma c'è tempo. Il centro spezzettato crea confusione per gli elettori

Denis Verdini giudica inevitabile un'unione con gli altri movimenti di centro, come Ncd di Angelino Alfano, Scelta Civica o i tosiani, ma non adesso. "Anticiparlo - dice il senatore di Ala a Porta a porta - e precipitarlo è un errore, non verrebbe compreso.  "Questo centro spezzettato crea confusione agli elettori, dobbiamo dargli una riordinata ma non bisogna anticipare i tempi in politica", spiega Verdini.

A chi gli chiede se il suo gruppo voterà nuovamente la fiducia dopo il voto sulle unioni civili, dice che "da qui a fine legislatura non ci tireremo in dietro. Non avendo fatto trattative, siamo liberi, non abbiamo chiesto ministri sottosegretari. Quello sulle unioni civili è un voto "che ci compromette" e, in teoria, significherebbe entrare in maggioranza" spiega Verdini sottolineando cje "da qui fino alla fine della legislatura non ci tireremo indietro". Ma precisando allo stesso tempo come, tuttavia, "non ci sia stata alcuna trattativa".

 

Per Verdini, quindi, i futuri sì alla fiducia saranno frutto di una "coerenza" e non "è una cosa così sporca e ipocrita come qualcuno vorrebbe delineare". Quello di votare con la maggioranza "non è un atto di generosità, ma un atto di convincimento contro tutta questa melassa che viene dipinta attorno a noi", insiste Verdini ricordando come quella attuale, sin dall'accordo tra Pd e Pdl con il governo Letta, sia "una legislatura costituente".

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