Pena morte: Mattarella, abolizione è battaglia storica

Italia migliori sistema carcerario, consentire ai detenuti una vita dignitosa

"L'Italia e l'Europa sono in prima linea" per l'abolizione mondiale della pena di morte, e si tratta di "una battaglia di portata storica". Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella sottolineando che ciò costituisce per l'Italia "un dovere e un impegno culturale irrinunciabile".

L'abolizione della pena di morte "mira ad affermare - ha spiegato il presidente Mattarella ricevendo al Quirinale i partecipanti ad una conferenza internazionale - il rispetto della vita di ogni essere umano e, dunque, la dignità della persona e il suo primato anche all'interno degli stessi ordinamenti". Il capo dello Stato ha ricordato come quella dell'abolizione della pena di morte sia una battaglia non solo italiana ma da tempo europea: "Chiunque voglia entrare nell'Unione europea sa di dover cancellare la pena di morte dalle proprie regole. Non si è europei - ha precisato - se si mette in discussione questo principio. Non può essere Europa senza il rispetto della vita". Secondo Mattarella bisogna inoltre "rafforzare la sensibilità non solo dei governi ma anche dei giovani e di tutti i cittadini". Questo anche perchè, ha aggiunto Mattarella, "non è sopito l'impulso di affidarsi alla pena di morte per vincere paure e insicurezze". Dopo aver ricordato che tutti i dati dimostrano come la pena di morte non sia un deterrente contro i crimini, il capo dello Stato ha ribadito che bisogna "costruire un mondo libero dalla pena di morte".

Italia migliori sistema carcerario - Bisogna "adeguare il sistema penale e carcerario ai principi di umanità, consentendo ai carcerati una vita dignitosa durante la pena e dando loro la possibilità di progettare un futuro dopo aver effettivamente pagato per gli errori commessi". Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i partecipanti ad una conferenza internazionale sul tema dell'abolizione della pena di morte.

Marazziti, va abolita ovunque definitivamente - "E' venuto il tempo di abolire definitivamente la pena di morte". Lo ha detto Mario Marazziti (Democrazia Solidale), Presidente della Commissione Affari sociali della Camera e cofondatore della Coalizione Mondiale contro la pena di morte, nel corso del convegno alla Camera dei Deputati con cui si è aperta la IX Conferenza internazionale dei Ministri della Giustizia organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio. "La pena di morte è entrata ormai in una fase della storia in cui sta diventando uno strumento del passato", ha sottolineato Marazziti. Se infatti nel 1975, al tempo della Conferenza di Helsinki, primo atto di distensione Est-Ovest, i paesi del mondo che avevano abolito la pena capitale erano appena 16, nel 2014, all'Onu, la Risoluzione per una Moratoria Universale delle esecuzioni capitali ha avuto 117 voti a favore e 33 contrari: 6 in più rispetto a due anni prima. E "in quell'occasione il Governo italiano ha dato un contributo decisivo, mentre aveva la responsabilità di guida dell'Ue". "L'Italia - ha aggiunto Marazziti - ha fatto della diplomazia umanitaria e dell'abolizione della pena di morte un perno ufficiale della sua politica estera, come hanno affermato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro degli Esteri Gentiloni". "Oggi, i paesi che hanno abolito la pena capitale per tutti i reati o i crimini comuni sono 105 e altri 43 non la usano da molti anni, per legge o in pratica", ha ricordato Marazziti. "Ma in Egitto, in Arabia Saudita le esecuzioni non diminuiscono, anzi crescono. In Iran almeno 73 minori, ragazzi e adolescenti, sono stati uccisi dallo Stato negli ultimi venti anni. Esecuzioni sono riprese in Giordania, Pakistan, Indonesia come 'risposta' al terrorismo che nel mondo continua a mietere vittime. A seminare morte".

Orlando, terrorismo non provochi passi indietro - Il rischio terrorismo non diventi un elemento su cui far leva per compiere passi indietro sulla pena di morte. E' l'appello arrivato oggi dal IX Congresso internazionale dei ministri della Giustizia organizzato a Roma dalla Comunità di Sant'Egidio e incentrato proprio sulla pena di morte, che è ancora realtà in diversi Paesi. L'evento arriva a poche ore dalle parole di papa Francesco, che ieri all'Angelus ha chiesto ai governanti che la pena capitale sia abolita e per l'anno del giubileo non venga eseguita nessuna condanna. Secondo il ministro della Giustizia "Non è sufficiente chiedere il superamento della pena di morte in altri Paesi, ma non essere pienamente conseguenti nel continente che reclama questo obiettivo", ha dichiarato il guardasigilli. L'Italia che ha combattuto internamente il terrorismo negli anni '70-'80 può svolgere un ruolo importante e "chiedere all'Europa di fare altrettanto". "In questo momento io credo che la nostra battaglia potrà essere più forte se in Europa questa riflessione troverà nuovamente vigore, avrà nuovamente slancio".

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