Unioni civili, Renzi-Grasso-Boldrini: 'Non decide la Cei'

Grasso: "Sulle procedure decidono le istituzioni". A Palazzo Madama è risiko dei numeri. E Sanremo è invasa dai nastri arcobaleno

Unioni civili: il governo e le istituzioni fanno scudo dopo l'uscita del cardinale Angelo Bagnasco che ha auspicato il voto segreto sul ddl Cirinnà. Sia il premier Matteo Renzi che il presidenti delle Camere, Pietro Grasso e Laura Boldrini, sono interventi rivendicando l'autonomia del Parlamento. Il voto segreto - ha puntualizzato Matteo Renzi a Radio Anch'io - "lo decide il Parlamento, e lo dico con stima per il cardinal Bagnasco, e non la Cei". Renzi ha aggiunto che a lui "piacerebbe molto l'idea che un parlamentare risponda del voto che dà e lo spiega. Dopodichè il regolamento del Parlamento prevede il voto segreto e se ci saranno le condizioni Grasso e non la Cei deciderà".

Anche il presidente del Senato Pietro Grasso è intervenuto. "Mi pare - ha sottolineato ba margine di un convegno - che si possa dire che io rispetto tutte le opinioni nel merito, ed è giusto che ognuno le possa esprimere; c'è la libertà di espressione. Però sulle procedure penso che ci sia la prerogativa delle istituzioni repubblicane di decidere".

Sul voto segreto o palese "decidono il presidente della Camera o del Senato in base al regolamento, non lo decide nessun altro", ha detto all'Ansa la presidente della Camera Laura Boldrini. "E' una materia tecnica, regolamentare che spetta ai presidenti valutare. Credo che qualsiasi suggerimento non sia pertinente", ha aggiunto. "Quella delle unioni civili è una grande questione sociale, non mi meraviglia che venga espresso un parere su questo. Però quando si arriva la tecnicismo parlamentare, ritengo che quello sia un terreno di competenza di chi è stato eletto per potersene occupare, cioè i due presidenti", ha spiegato Boldrini parlando da Atene dove si trova in visita.

Galantino, non parlo, rispetto il Parlamento - "Vale quello che ho detto l'altro giorno, per rispetto del Parlamento e delle istituzioni preferisco non parlare". Così il segretario della Cei, mons. Nunzio Galantino, liquida con l'ANSA le polemiche sulle unioni civili dopo le affermazioni di ieri del presidente della Cei, il card. Angelo Bagnasco, su libertà di coscienze e voto segreto.

Mentre il cardinale Sepe solidarizza con il cardinale Bagnasco e con una richiesta che definisce "del tutto legittima". "Il cardinale Bagnasco non ha chiesto niente di male - ha detto Sepe, rispondendo alla domanda di un giornalista - il suo è stato un invito che qualunque cittadino può fare. E' una forma di democrazia". "E' chiaro - ha aggiunto l'arcivescovo di Napoli - che non decide il cardinale Bagnasco né il cardinale Sepe, ma chi ha il potere di farlo. Però non c'è niente di male a far sapere che c'è la possibilità di voto segreto e costruire dei castelli su queste frasi mi sembra veramente un po' troppo".

Ieri giornata tesa in Senato sul provvedimento a partire dalle polemiche dell'opposizione sui tempi dedicati alla discussione del testo che tornerà ad essere esaminato dall'Aula martedì.

In scena anche accuse pesanti come quella del senatore Maurizio Gasparri al Pd Sergio Lo Giudice di aver "comprato" suo figlio. 

Intanto i Cattodem del Pd si dicono pronti allo strappo sul provvedimento mentre il Movimento cinque stelle fa sapere che voterà sì al testo Cirinnà anche se verrà stralciata la parte relativa alla stepchild adoption. 

Il tutto mentre il tema delle Unioni civili per le coppie omosessuali (ma anche eterosessuali) ma soprattutto quello della stepchild adoption, l'adozione del figlio del convivente, la norma più dibattutta del provvedimento, sbarca a Sanremo con i nastri colorati portatid a alcuni artisti a favore della causa delle unioni civili. (LEGGI).

IL RISIKO DEI NUMERI - LEGGI 

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