Beppe Sala, il manager che vuole Palazzo Marino

Bocconiano, interista, ci riprova dopo l'avventura di Expo

    Ha scelto Heroes di David Bowie come colonna sonora per presentarsi al primo confronto fra i candidati alle primarie del centrosinistra di Milano Giuseppe Sala, anzi Beppe. Piatto preferito cotoletta alla milanese, aforisma una citazione dal discorso di insediamento di John Kennedy alla Casa Bianca: "non chiedetevi cosa il Paese può fare per voi, ma cosa voi potete fare per il vostro Paese".

    Ed è questa la filosofia con cui il manager ha spiegato la sua decisione di passare dal mondo delle imprese al pubblico: prima come direttore generale del Comune di Milano, poi come commissario Expo e, soprattutto, da stasera come candidato a Palazzo Marino.
    Nato a Milano nel maggio del 1958, interista, sposato con Dorothy De Rubeis, un avvocato specializzata in diritto bancario e finanziario, Sala ha iniziato la sua carriera alla Pirelli, subito dopo la laurea, a venticinque anni nel 1983, all'università Bocconi. Nel 1998 è diventato ad della società Pneumatici Pirelli e tre anni dopo senior vice president operations, cioè responsabile delle strutture industriali e logistiche del Tyre Sector della Pirelli. Poi Marco Tronchetti Provera lo ha chiamato in Telecom, dove nel 2003 è messo a capo di Telecom Italia Wireline, cioè della rete fissa. Da direttore generale si è però dimesso nel 2006 in un momento di tensione con l'ad Riccardo Ruggiero. Con uno stipendio e una buonuscita di tutto rispetto (5,6 milioni di euro).

    Dal dicembre del 2007 al dicembre 2008 è stato presidente della Medhelan Management & Finance e senior advisor di Nomura.
    Poi è arrivata la chiamata di Letizia Moratti, all'epoca sindaco di Milano. E così Sala, che può contare sulla stima di Bruno Ermolli presidente di Promos e consulente di Silvio Berlusconi, a gennaio 2009 è diventato direttore generale del Comune. Poco più di un anno dopo, a giugno 2010, è nominato amministratore delegato della società Expo 2015, in un momento delicato, quando ancora dovevano essere acquistati i terreni dove costruire i padiglioni dell'esposizione universale. Il sei maggio 2013 i suoi compiti sono stati aumentati: il premier Enrico Letta lo ha nominato commissario unico delegato del governo per Expo. E con questo doppio ruolo ha affrontato la bufera che ha investito l'esposizione, dagli arresti ai ritardi. La scommessa di Expo si è chiusa però con oltre 21 milioni di biglietti venduti. Ma Sala - anche per il pressing di chi lo voleva candidato - ha trovato poco tempo per riposarsi. Qualche giorno dopo la fine dell'esposizione ha postato su instagram una fotografia del cammino di Compostela che ha fatto a piedi da solo. Poi l'annuncio della candidatura con il sostegno di buona parte del Pd, ma non di tutto. (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA