Mattarella in Usa, omaggio a Kennedy e lavoro per Libia

Prima tappa a Washington, domani il faccia a faccia con Obama

Mentre gli Stati Uniti sembrano sempre più determinati ad estendere la loro guerra al terrorismo anche in Libia - e chiedono agli alleati, Italia compresa, un maggior contributo - Sergio Mattarella è atterrato a Washington per una intensa missione di lavoro che ha proprio il dossier libico in cima all'agenda dei colloqui.
    L'amministrazione Usa sembra voler stringere i tempi nella formazione di una coalizione internazionale che estenda il proprio lavoro anche sul territorio libico, ma per l'Italia ancora manca una chiara cornice di legalità internazionale.
    Proprio nella prossima settimana si spera finalmente che il Parlamento libico possa dare il via libera a quel Governo di unità nazionale che dovrebbe legittimare un intervento internazionale. Condizione che il Governo italiano ritiene premessa fondamentale per ogni azione. E' probabile quindi che Mattarella si troverà domani alla Casa Bianca a confermare la piena disponibilità italiana ma anche a consigliare prudenza all'alleato americano. Intanto Mattarella, non appena arrivato a Washington ha visitato il cimitero nazionale di Arlington, dove riposano i soldati americani caduti dalla guerra di secessione fino ad oggi. E ha scelto di rendere omaggio alla tomba di John Fitzgerald Kennedy, assassinato a Dallas il 22 novembre 1963. Un gesto altamente simbolico che richiama alla memoria la sua prima visita, non appena eletto capo dello Stato, alle Fosse Ardeatine dove parlò di necessità di non dimenticare e di una riconciliazione nazionale.
    Ma non ci sarà solo la guerra all'Isis, nel colloquio di domani con Obama: si parlerà della crisi globale dei rifugiati, della necessità di politiche espansive in Europa, si toccherà il complesso tema dell'accordo commerciale tra Unione europea e Stati Uniti e non mancherà un giro d'orizzonte sui consensi che la candidatura dell'Italia per un seggio non permanente al Consiglio di Sicurezza dell'Onu sta raccogliendo. Si tratta quindi di una visita importante che cade in un momento delicatissimo della lotta internazionale all'Isis. Il presidente americano proprio in queste ore è attivissimo nel fronte anti-Daesh e Washington resta uno snodo imprescindibile su molti dossier globali che restano aperti, dalla Siria al rapporto con l'Iran. Da giorni è evidente quanto l'amministrazione Usa voglia accelerare i tempi del contrasto all'Isis e il fronte libico rimane quello più indietro nell'organizzazione. Se l'Italia ha già definito la propria disponibilità ad una piena logistica, all'addestramento dei militari ed anche alla tutela degli ambiti governativi in loco, Francia e Gran Bretagna devono ancora chiarire il loro ruolo.
    Domani verrà confermata la storica partnership di ferro tra Washington e Roma che oggi sembra più salda che mai. E Mattarella toccherà con mano, assicurano fonti del Quirinale, la vicinanza di Obama sulla necessità che l'Unione europea intensifichi politiche espansive abbandonando la strada del solo rigore di bilancio.
    Nella lunga missione che, dopo una tappa a New York si concluderà a Houston, di grande rilevanza è la corsa per un seggio di membro non permanente alla Nazioni Unite. L'Italia sin dal 2009 ha avanzato la propria candidatura per il biennio 2017-19 e se la vedrà con le analoghe ambizioni di Svezia e Paesi Bassi. Due sono i posti in ballo e la decisione verrà presa entro l'anno. (ANSA).
   

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