Rai: cda, ok a maggioranza a statuto con poteri per dg

Fissato un tetto del 5% per i dirigenti esterni, su un totale in pianta organica di 252

Via libera del cda al nuovo statuto Rai, che adegua le norme interne alla riforma della governance. Lo statuto sarà approvato dall'assemblea degli azionisti il 3 febbraio e da quel momento il dg Antonio Campo Dall'Orto acquisirà i poteri previsti per l'ad nella nuova normativa. Il voto è arrivato con sei sì e tre no, quelli di Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale e Carlo Freccero, che si sono detti contrari alla riforma. Fissato un tetto del 5% per i dirigenti esterni, su un totale in pianta organica di 252.

In virtù delle disposizioni transitorie della riforma della governance approvata un mese fa, in fase di prima applicazione della legge al direttore generale sono conferiti i poteri dell'amministratore delegato. Quest'ultimo puo' nominare i dirigenti, ma per le nomine editoriali deve avere il parere del cda (che, nel caso dei direttori di testata, e' vincolante se fornito a maggioranza dei due terzi). Inoltre, assume, nomina, promuove e stabilisce la collocazione anche dei giornalisti, su proposta dei direttori di testata e nel rispetto del contratto di lavoro giornalistico; puo' firmare contratti fino a 10 milioni di euro e ha massima autonomia sulla gestione economica. All'ad spetta anche l'approvazione del piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale, con la pubblicazione degli stipendi dei dirigenti. Quanto alle norme statutarie sui dirigenti esterni, rispetto all'ipotesi iniziale di un tetto del 10% si è deciso di dimezzare la soglia. Potranno essere chiamati, quindi, non più di 12-13 dirigenti esterni in totale. Nel corso della riunione, Freccero ha anche parlato dell'ipotesi, annunciata ieri, di un ritorno di Beppe Grillo su Rai1, ma l'argomento non è stato approfondito.
   

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