Renzi, no a guerra, in Ue regole valgano per tutti

'Non chiediamo sconti e do per scontato ok a legge stabilità'

"L'Europa ha scelto un politica sbagliata: Obama ha portato l'America fuori dalla recessione, l'Ue non l'ha fatto, non ha scelto la strada giusta, quella di flessibilità, crescita e investimenti". Matteo Renzi non molla la presa. E torna all'attacco di un'Europa che con la sola austerity "muore".  Ma affina la strategia, attento a evitare che l'offensiva a Bruxelles - dove sono tanti i punti caldi, dalla legge di stabilità alle banche; dalle sanzioni alla Russia, all'immigrazione - diventi una carta a favore delle forze 'populiste': "Difendiamo il sogno europeo con le unghie e con i denti, non mi sto lamentando, non sto attaccando l'Europa, ma la sto difendendo. Voglio solo regole uguali per tutti". E rilancia: l'Italia "si è rimessa in moto, è un grande Paese che può segnare la discussione e la vittoria, battendo il populismo 4 a 0".

Ma "chiediamo rispetto delle regole da parte di tutti, chiediamo chiarezza", ribadisce senza risparmiare stoccate: "Non vogliamo sconti, non siamo al discount, ai saldi. Rispettiamo tutte le regole e pretendiamo rispetto", insiste dando "per scontato" che Bruxelles accolga le richieste italiane sulla flessibilità nella legge di Stabilità. Anche perché - ricorda - non abbiamo usato tutti i margini di "cui avremmo diritto". Ma quelli per le riforme che "do per scontati" (0,5%), quelli per gli investimenti (0,3% su un potenziale di 0,5%) e infine per l'emergenza immigrazione (0,2%), spiega stigmatizzando che "la manovra in deficit la stiamo facendo meno rispetto" a quanto fatto da "altri governi". Jean Claude Juncker, il "conservatore", "verrà in Italia a febbraio, spero condivida" la mia idea di ridare all'Europa "un'anima sociale molto marcata".

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