Pd propone commissione bicamerale d'inchiesta su banche

Primo firmatario Andrea Marcucci. Durata di un anno

Proposta di legge a prima firma Andrea Marcucci per istituire una commissione bicamerale d'inchiesta sul sistema delle banche. "Il Pd - sottolinea Marcucci - vuole chiarezza assoluta, per salvaguardare i risparmiatori. Il sistema del credito è solido, vogliamo difenderlo, indagando sulle cose che non funzionano. Per questo abbiamo depositato un disegno di legge per istituire nel più breve tempo possibile una commissione d'inchiesta bicamerale sugli stati di crisi e di dissesto degli istituti bancari a partire dal 2000".

"L'obiettivo della commissione - spiega Marcucci - è quella di valutare la condizione del sistema nel suo complesso e di verificare l'efficacia delle attività di vigilanza e controllo negli ultimi 15 anni, anche ai fini della prevenzione e della gestione delle crisi bancarie".La commissione, nelle intenzioni del Pd, avrà un anno di tempo, per concludere i propri lavori ed il suo Presidente verrà scelto dai presidenti delle Camere. 

La conclusione dei lavori da parte della commissione bicamerale d'inchiesta avviene "entro un anno dalla sua costituzione". E' quanto prevede il ddl presentato dal Pd, a prima firma di Andrea Marcucci, al Senato sull'istituzione "di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione e sulla vigilanza del sistema bancario e finanziario, con particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori". Il termine dei lavori, prevede lo stesso ddl, "può essere prorogato per una sola volta, per non più di un anno".

"La Commissione - si legge nel testo - procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le medesime limitazioni dell'autorità giudiziaria". Alla commissione "non può essere opposto il segreto d'ufficio né il segreto professionale o quello bancario, fatta eccezione per il segreto tra difensore e parte processuale nell'ambito del mandato". Sul piano della disponibilità di atti e documenti per l'inchiesta il ddl prevede che la Commissione "può ottenere, anche in deroga a quanto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti o documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti inerenti all'oggetto dell'inchiesta". "L'autorità giudiziaria - si legge nel testo - provvede tempestivamente e può ritardare, con decreto motivato solo per ragioni di natura istruttoria, la trasmissione di copie degli atti e documenti richiesti. Il decreto ha efficacia per trenta giorni e può essere rinnovato". L'organo, inoltre, "stabilisce quali atti e documenti non devono essere divulgati, anche in relazione ad esigenze attinenti ad altre istruttorie o inchieste in corso. Devono comunque essere coperti dal segreto i nomi, gli atti e i documenti attinenti a procedimenti giudiziari nella fase delle indagini preliminari".

Verificare l'efficacia e l'appropriatezza delle attività di vigilanza sul sistema bancario e finanziario con particolare riguardo alle modalità di applicazione e all'idoneità dei poteri di intervento, dei poteri sanzionatori e degli strumenti di controllo previsti, nonché all'adeguatezza delle modalità di presidio dai rischi, in riferimento al periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015". E' uno dei compiti della commissione d'inchiesta bicamerale proposta nel ddl presentato al Senato dal Pd.

Tra gli altri compiti anche quello di "verificare l'attività degli organi di gestione degli istituti bancari coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto, con particolare riguardo all'osservanza degli obblighi di diligenza, trasparenza e correttezza nell'allocazione di prodotti finanziari, nonché degli obblighi di corretta informazione agli investitori, in riferimento al periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015".


   

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