• Boschi alla Camera, orgoglio e passione: "chi sbaglia paga, anche mio padre, se le accuse fossero vere mi dimetterei". Bocciata mozione

Boschi alla Camera, orgoglio e passione: "chi sbaglia paga, anche mio padre, se le accuse fossero vere mi dimetterei". Bocciata mozione

Nessun timore per governo sui numeri. Fibrillazione nel centrodestra. Salvini: "Se Fi la vota rivediamo coalizione"

  Orgogliosa e puntigliosa difesa (anche a base di numeri) del ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, sfidata in Aula alla Camera dal movimento Cinque stelle che ha presentato una mozione di sfiducia. Mozione respinta dall'Aula. I voti a favore sono stati 129 , 373 i contrari.

 "Se mio padre fosse stato davvero favorito - ha detto - sarei la prima a dimettermi. Ma sono state dette un sacco di falsità: è in corso un attacco politico contro il governo e la mia famiglia". "Sono orgogliosa di far parte di un governo - ha detto in Aula - che esprime un concetto molto semplice: chi sbaglia deve pagare, chiunque sia, senza differenze e favoritismi. Se mio padre ha sbagliato deve pagare. Non c'è spazio per doppie misure e favoritismi".

"Leggendo l'intervento del ministro Boschi e le risposte in aula, mi pare del tutto evidente che si sia trattato di un clamoroso boomerang per il Movimento 5 stelle". Il commento di Matteo Renzi da Bruxelles.  "Questo governo ha salvato 1 milione di persone" continua Renzi, sottolineando che "non c'è alcuna reticenza a dire che ha permesso di salvare 7.200 stipendi ed un milione di correntisti e senza mettere un centesimo di denaro pubblico: lo abbiamo fatto con i soldi delle banche". E, continua "lo abbiamo fatto senza alcun conflitto di interessi". La mozione di sfiducia "ha paradossalmente consentito al ministro Boschi di dimostrare che non c'è stato alcun favoritismo". "Il tempo delle leggi ad personam è finito" conclude Renzi.

L'INTERVENTO INTEGRALE ALLA CAMERA

 Vanno all'attacco le opposizioni, a partire dal Movimento cinque stelle che con Alessandro Di Battista dice: "State prendendo in giro gli italiani". (VIDEO)

(DIRETTA FOTO

"Non è mia intenzione - ha sottolineato - esprimere valutazioni per la campagna contro la mia famiglia e contro il governo". Il voto in Aula sta creando anche fibrillazioni nel centrodestra. Matteo Salvini ha detto che se Fi non la voterà è pronto a messere in discussione l'alleanza. 

"Volete indebolire il governo? Lasciate perdere". Ha detto la Boschi, chiudendo il suo intervento alla Camera sulla mozione di sfiducia presentata contro di lei. "La realtà dei fatti - ha aggiunto -è molto più forte del qualunquismo, della demagogia e del populismo che dice che alcuni non sono uguali davanti alla legge. Nella nostra Italia siamo tutti uguali davanti alla legge e questo è dimostrato. Auguro a tutti voi di giudicare i fatti, che sono più forti della demagogia. A chi pensa così di indebolire il governo, dico: lasciate perdere". "Il Governo è attrezzato per respingere attacchi e portare avanti la nostra azione. Non ci fermeranno le bugie, ma andremo avanti per dare all'Italia una nuova opportunità", ha concluso. Boschi lancia la "sfida" ai "colleghi" che hanno firmato la mozione di sfiducia. "Io sono dalla parte delle istituzioni e non ho mai favorito familiari o amici, non c'e' nessun conflitto di interessi", ha detto chiamando il giudizio della Camera sul fatto se abbia o no tratto "vantaggi" dalla vicenda Banca Etruria. "I colleghi sono liberi di pensare quello che vogliono ma dico che le maldicenze, le invidie e i chiacchiericci che mi hanno coinvolto non mi fanno paura, anche perché ho avuto attestati di stima ed amicizia non solo da parte dei colleghi ma anche di cittadini che mi incoraggiano ad andare avanti". Il Pd difende il ministro con il suo capogruppo Ettore Rosato: "E' stato fatto tutto al di sopra di ogni sospetto da parte del ministro Boschi".

Intanto la mozione di sfiducia al governo, già calendarizzata alla Camera per il 15 gennaio, sarà presentata anche al Senato. "Non abbiamo alcun dubbio che la mozione di sfiducia al governo sarà presentata anche al Senato, e che conseguentemente ci sarà una relativa calendarizzazione della stessa, con la possibilità, per l'alternanza tra i due rami del Parlamento, di discuterla sempre a gennaio a Palazzo Madama". Così Renato Brunetta, capogruppo Fi alla Camera. 

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