Chi è Mons. Vallejo

Uomo Opus dei, ex numero due prefettura Affari economici e Cosea

In Vaticano c'è sorpresa e sgomento. Tutti si chiedono ora il motivo di un legame così forte tra il monsignore accusato di essere il nuovo corvo vaticano e la sua presunta complice, l'ex membro, come lui, della Cosea, Francesca Immacolata Chaouqui. Monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, spagnolo, 54 anni, dell'Opus Dei, già segretario della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede e della Commissione referente sulle strutture economico-amministrative Cosea, attiva tra il 2013 e il 2014 su mandato di papa Francesco, è ora nella stessa cella dove tre anni e mezzo fa finì l'ex maggiordomo di Benedetto XVI, Paolo Gabriele. E per una clamorosa coincidenza, con la stessa accusa.
    Mons. Vallejo nega gli addebiti, in questi due giorni avrebbe tentato negli interrogatori incrociati di attribuire alla donna le maggiori responsabilità, sostenendo di essere stato irretito.
    Raggirato.
    "Manifestiamo sorpresa e dolore per queste notizie", ha fatto sapere oggi l'Ufficio Comunicazione della prelatura dell'Opus Dei, dopo il suo arresto. "L'Opus Dei - si aggiunge - non dispone di alcuna informazione sul caso. Se l'accusa si dimostrasse confermata, sarebbe particolarmente doloroso per il danno arrecato alla Chiesa". Mons. Vallejo appartiene alla Società Sacerdotale della Santa Croce, associazione di presbiteri intrinsecamente unita all'Opus Dei, "che non ha il diritto di intervenire - si continua - nel ministero pastorale né nel lavoro che i suoi soci svolgono nelle loro diocesi o nella Santa Sede". Mons. Vallejo fu chiamato a lavorare a Roma dalla Santa Sede d'accordo con il suo vescovo (diocesi di Astorga, Spagna). La prelatura dell'Opus Dei, si spiega ancora, "non è intervenuta né ha saputo di questa decisione finché non è stata resa pubblica: di fatto, gli unici superiori di Mons.

Vallejo sono quelli della Santa Sede e il vescovo della diocesi dove è incardinato (Astorga)".
    Comunque chi ricostruisce la rete dei rapporti, indica il sacerdote spagnolo come molto vicino ad un pezzo da novanta dell'Opera, quel cardinale Julian Herranz che è stato uno dei tre porporati detective incaricati da Benedetto XVI di fare luce sul presunto scandalo Vatileaks.

Vallejo fu nominato come numero due della prefettura degli Affari economici da Benedetto XVI il 21 settembre 2011, contestualmente alla nomina del presidente, il cardinale Giuseppe Versaldi. Quindi, col cambio di pontificato, il monsignore venne alla ribalta grazie alla nomina il 19 luglio 2013, come segretario della Cosea. Presidente fu nominato il maltese Joseph F.X. Zahra e come figura nuova di spicco, proprio Chaouqui, grazie appunto all'intercessione di Vallejo. Nel marzo 2014 il monsignore spagnolo si aspettava di essere nominato come numero due della Segreteria per l'Economia del cardinale australiano, George Pell, il dicastero creato da Francesco per unificare la supervisione sulle finanze vaticane, ma a sorpresa in quel ruolo Francesco nominò un suo fidato, l'ex segretario Alfred Xuereb. Ma clamorosa fu la sua partecipazione assieme a Chaouqui nell'organizzazione del party sulla terrazza della Prefettura economica in occasione delle canonizzazioni dei due Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Fatto che contribuì alla successiva emarginazione. Motivi questi di risentimento e di rancore che avrebbe potuto spingere ad azioni contro "l'interesse" del Vaticano come rendersi l'autore del passaggio di documenti riservati della stessa Cosea per la pubblicazione su libri in uscita? E' quello che in queste ora si stanno in molti chiedendo, dentro e fuori le mura leonine.

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