Il 'Che' e il Papa, 2 argentini nella storia di Cuba

Baires spesso al centro vita isola.Mate e leggende metropolitane

Argentina e Cuba, due paesi molto vicini, con un destino che si è spesso intrecciato. Molto tempo fa ad avere un ruolo chiave all'Avana fu Ernesto Guevara.
    Ad essere ora sotto i riflettori è papa Bergoglio, non solo perché da domani sarà nell'isola ma anche per la mediazione determinante svolta nel dialogo L'Avana-Washington che ha poi innescato il disgelo.
    Cercare accostamenti tra il guerrigliero più famoso della storia e papa 'Francisco' può essere impresa ardua e fuorviante.

    A Buenos Aires non mancano però analisi e interpretazioni, sulla scia appunto di quel minimo comun denominatore: il luogo di nascita. E poco conta che Guevara fosse nato a Rosario e Bergoglio a Buenos Aires.
    Quanto meno a livello di immagine, un tratto in comune c'è: in una delle sue foto più note il 'Che' appare con un mate in mano. E nell'era 'selfie' sono tantissime anche le fotografie in cui l'ex 'padre Jorge' di Buenos Aires accetta, sempre sorridente, la bevanda simbolo del Rio de la Plata che, dal Brasile al Vaticano, gli viene costantemente offerto dai connazionali.


    Qualche analista locale sottolinea d'altra parte che fin da subito dopo la 'revolucion' in più di un'occasione è stata proprio Buenos Aires a mediare, o a cercare di farlo, per ricucire lo strappo Cuba-Usa.
    A provare di avvicinare i due paesi grazie al rapporto che aveva con John Fitzgerald Kennedy fu per esempio il presidente argentino Arturo Frondizi, che nei primi anni '60 ricevette Guevara a Buenos Aires. Il 'Che' si trovava in Sudamerica per partecipare in Uruguay ad un vertice della 'Alleanza per il progresso', un programma di aiuto Usa all'America Latina.


    Cuba, Castro e lo stesso Guevara hanno d'altro lato sedotto fin dalla presa di potere dei 'barbudos' nel 1959 milioni di giovani argentini. Da Buenos Aires, il Papa ha quindi sicuramente avuto modo di seguire nel corso degli anni le vicende politiche, sociali e religiose dell'Avana, come dimostra tra l'altro il breve saggio "Dialoghi tra Giovanni Paolo II e Fidel Castro" pubblicato in Argentina quasi vent'anni fa e curato da Bergoglio.
    Quando si parla del 'mito Che' la fantasia d'altra parte vola, e non solo a Buenos Aires.


    Ormai da tempo sulle reti sociali gira una storia che ha tutta l'aria di essere frutto appunto dell'immaginazione, e cioè una frase attribuita a Fidel Castro: oltre 40 anni, il 'leader maximo' avrebbe profetizzato che l'avvicinamento Cuba-Usa sarebbe avvenuto solo "quando ci sarà un Papa sudamericano e un presidente nero a Washington".
    Barzelletta, realtà, leggenda metropolitana? Il fatto è che ora alla Casa Bianca c'è Obama e il Papa, argentino, domenica parlerà alla 'Plaza de la Revolucion', dove da decenni campeggia una delle immagini simbolo di Cuba: quella della silhouette-icona del 'Che' Guevara. 

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