• Naufragio: giovedì vertice straordinario Ue. Mattarella: Europa rafforzi ruolo

Naufragio: giovedì vertice straordinario Ue. Mattarella: Europa rafforzi ruolo

Allarme Schulz: "Abbiamo fatto poco, cambiare strategia"

Dichiarare guerra ai mercanti di morte per bloccare una strage continua che non può più essere definita "naufragio", ma si chiama "crisi umanitaria". E di fronte alla quale l'Europa non può più voltare le spalle: lo ha fatto 20 anni fa con Srebrenica, farlo ancora, dandola vinta agli schiavisti, significherebbe "avere una responsabilità verso la storia". Mentre il premier Matteo Renzi parla a Palazzo Chigi al fianco del primo ministro maltese Muscat, nel Mediterraneo, all'altezza della Libia, vengono avvistati altri tre barconi, con a bordo centinaia di disperati. E si rischia l'ennesima strage. Per questo il premier ripete che il problema non è il soccorso in mare - che c'era anche sabato scorso ma non ha impedito al Mediterraneo di inghiottire 900 disperati - ma è quello di bloccare gli "schiavisti del XXI secolo" in partenza. Di dichiarargli guerra, appunto. "Prenderli deve essere una priorità per la comunità internazionale", assicura e annuncia "interventi mirati" per bloccarli da presentare al vertice straordinario di giovedì prossimo. Sì perché Bruxelles stavolta ha risposto, in tempi rapidi e, sembra, con la determinazione a varare misure concrete. Il presidente del consiglio Ue Donald Tusk ha accolto la richiesta del premier di un vertice straordinario sull'immigrazione. E, soprattutto, i 28 sembrano essersi resi conto che non si può più andare avanti così, che l'Ue, come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, "non può sottrarsi alla prova di centinaia di migliaia di profughi che abbandonano le proprie case per sfuggire alla morte". Perché la strage del canale di Sicilia è un "game changer", un punto di svolta.

(Video: il minuto di silenzio all'inizio della riunione del Consiglio riunito a Lussemburgo)

"Da oggi - ha detto l'alto rappresentante Federica Mogherini - c'è un nuovo livello di consapevolezza", un "nuovo senso di urgenza". Che passa anche per un piano in 10 punti, presentato dal commissario per l'Immigrazione Avramopoulos al consiglio dei ministri Interni-Esteri, da "mettere in atto immediatamente" in vista del vertice. E' chiaro che il problema va risolto alla radice, in Libia, scandisce Renzi, ma spiega anche che non si possono fare interventi senza una strategia, "senza pensare al dopo". E la Libia è l'emblema delle azioni fatte sull'onda del momento, senza pensare a cosa sarebbe successo. Il premier esclude quindi un intervento di terra, "un rischio assolutamente eccessivo", e anche il blocco navale in acque internazionali che, dice, "significa far fare il taxi agli scafisti". Ma parla di "varie ipotesi" da presentare al vertice Ue. "Vanno trovate situazioni tecniche e ci stiamo lavorando e molte passano per i servizi di intelligence". E per il coinvolgimento dell'Onu, necessario, come ha spiegato la Mogherini, per trovare e distruggere i barconi: l'Europa sta lavorando proprio a questo. Quel che è certo, come sottolinea Mattarella, è che finora si è vista, chiara, la "totale insufficienza delle iniziative assunte dalla comunità internazionale". Ora serve "un'iniziativa umanitaria, straordinaria, che coinvolga, oltre all'Ue, gli organismi internazionali e le agenzie dell'Onu per politiche che affrontino l'emergenza sin dai Paesi di origine". Anche perché, secondo le stime dell'Unhcr, "ci sono qualche centinaio di migliaia di persone, e il dato è ottimistico, che sarebbero pronte a partire sulle spiagge del Nord Africa". E loro, gli scafisti, non si fermeranno, se è vero, come ha detto Muscat, che la strage del Canale di Sicilia gli ha portato in tasca da 1 a 5 milioni di euro.
 

A Bruxelles la determinazione a intervenire in modo concreto questa volta sembra davvero esserci e anche la consapevolezza del tanto, troppo, tempo perso. Da Usa, Onu, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Francia e Danimarca è arrivato il pieno sostegno a Renzi. E Parigi ha ammesso che l'Europa "non è stata all'altezza della situazione". Giovedì l'ultima chiamata per riscattarsi.

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