• Isis: su Sky News prima foto Jihadi John adulto. I servizi: Italia simbolo e potenziale obiettivo di attacchi

Isis: su Sky News prima foto Jihadi John adulto. I servizi: Italia simbolo e potenziale obiettivo di attacchi

Relazione degli 007 al Parlamento: Roma epicentro della cristianità

L'emittente britannica Sky News ha pubblicato in esclusiva la prima foto che ritrae il boia dell'Isis 'Jihadi John', identificato come Mohamed Emwazi, ai tempi in cui frequentava l'università londinese di Westminster. Nell'immagine indossa un cappellino da baseball, ha i baffi e il pizzetto. 

Ed era un bambino sorridente seduto sul prato della sua scuola insieme con i compagni di classe. Sarebbe questa la prima foto di 'Jihadi John' pubblicata stamane in esclusiva sul Daily Mail e il Sun. L'immagine è stata scattata alla St Mary Magdalene Church of England, la scuola elementare nell'ovest di Londra, che Mohamed Emwazi ha frequentato dopo essere arrivato con la famiglia dal Kuwait. Gli ex compagni di classe lo hanno descritto come un "ragazzino silenzioso, appassionato di calcio, videogame e arti marziali". Essendo l'unico musulmano a scuola, ha raccontato uno degli studenti, "una volta durante l'ora di religione si è alzato in piedi per parlarci dell'islam". 

Servizi segreti, Italia simbolo e potenziale obiettivo - L'Italia è un "potenziale obiettivo" di attacchi terroristici anche per "la sua valenza simbolica di epicentro della cristianità". Lo scrivono i Servizi segreti nella Relazione del Dis al Parlamento ribadendo che allo stato non sono emerse "attività o pianificazioni" di attacchi nel nostro paese. C'è in Italia e in Europa un "crescente rischio di attacchi" terroristici ad opera "di varie categorie". Lo scrivono i servizi segreti nella relazione al Parlamento sottolineando che tra queste ci sono anche donne - mogli, familiari o amiche - di combattenti "attratte dall'eroismo dei propri cari, specie se martiri".

L'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) afferma di avere saputo da "fonti attendibili" che l'Isis "non ha ucciso nessuno" delle centinaia di cristiani assiri rapiti. Una mediazione per la liberazione degli ostaggi tra Isis e esponenti ecclesiastici - aggiunge - è portata avanti da notabili di clan tribali arabi locali.

Rischio web centro reclutamento jihadisti  - "Appare sempre più concreto" il rischio che sul web "agiscano veri e propri centri di reclutamento per aspiranti jihadisti", in grado di intercettare l'insoddisfazione dei terroristi homegrown che aspirano a passare dalla tastiera di un computer ai teatri di guerra siriani e iracheni. L'analisi arriva dai servizi segreti ed è contenuta nella relazione consegnata al Parlamento nella quale si ribadisce come l'Isis abbia una "sofisticata strategia di comunicazione e propaganda". Nel monitorare la rete, sottolineano gli 007, "si è registrata la tendenza", soprattutto da parte dei più giovani, "a privilegiare i social network, attraverso i quali, tra l'altro, i foreign fighters europei, per spronare i connazionali correligionari, alimentano un'informazione parallela ai comunicati 'ufficiali' dei gruppi armati - peraltro sempre più spesso sottotitolati o tradotti in italiano - diffondendo immagini di guerra", ricordi di martiri e il racconto della loro esperienza "accanto ai fratelli provenienti da tutto il mondo".

Rischio ripiego foreign fighters Ue in Italia  - L'Italia potrebbe rappresentare una zona di "ripiegamento" per i foreign fighters che dall'Europa sono andati a combattere in Siria. Lo scrivono i servizi segreti nella relazione al Parlamento sottolineando che nel 2014 c'è stato un "significativo incremento" del flusso degli aspiranti combattenti verso i teatri di guerra. Secondo i dati degli 007, si ipotizza che siano 3mila quelli partiti dalla sola Europa, di cui oltre 500 provenienti dai Balcani. Per quanto riguarda l'Italia, dicono i servizi, "la specifica minaccia deve essere valutata non solo per gli sporadici casi nazionali ma anche e soprattutto tenendo presente l'eventualità di un ripiegamento sul nostro territorio di estremisti partiti per la Siria da altri Paesi europei, anche in ragione delle relazioni sviluppate sul campo tra militanti di varia nazionalità".

E' in atto una cyber-jihad  - E' in atto una cyber-jihad da parte di gruppi islamisti, Isis in primis. Lo rileva la relazione dei Servizi di informazione e sicurezza inviata al Parlamento. L'Islamic State ha realizzato un sito web, Asnar al Ghrabaa project, per garantire la possibilità di comunicare in modalità sicura attraverso l'impiego della crittografia. Quanto all'attività di propaganda, è risultato prevalente il ricorso a piattaforme di social network, attraverso cui sono stati gestiti centinaia di account, pubblicati e diffusi messaggi, immagini e video. Sebbene ad oggi non siano stati registrati attacchi di matrice terroristica contro sistemi Information Technology di rilevanza strategica, l'intelligence invita a non sottovalutare l'interesse di alcuni gruppi a lanciare attacchi cyber contro i sistemi e le reti di infrastrutture critiche di Stati Uniti e Europa. Emerge infine una contrapposizione, destinata ad avere ulteriori sviluppi, tra i due attori della minaccia: Isis e Anonymous.

Cameron difende operato 007 Gb, scoveremo i terroristi in ogni parte mondo 
Il premier britannico David Cameron ha oggi difeso con forza i servizi segreti di sua maestà nel caso di 'Jihadi' John, identificato come Mohamed Emwazi, dopo le accuse all'MI5 di aver contribuito alla sua radicalizzazione, arrivate da alcuni attivisti, e di esserselo lasciato sfuggire in quanto nel 2010 era già stato arrestato a Londra. Cameron ha definito gli agenti come ''straordinari, determinati e coraggiosi'', sottolineando che la priorità è rendere incapace di agire chi minaccia i cittadini britannici. La polizia e i servizi di sicurezza metteranno in campo tutte le loro risorse per "scovare i terroristi che minacciano cittadini britannici in ogni parte del mondo". Lo ha detto David Cameron. La Gran Bretagna, ha aggiunto il premier, userà tute le sue forze per mettere "fuori uso" personaggi come Mohamed Emwazi, 'Jihadi John', e per impedire ai terroristi di commettere "crimini orrendi e atroci".

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