Orlando, ecco la mia riforma della giustizia

"Sul civile ridurremo il flusso in entrata"

Una riforma a 360 gradi che affronti i problemi sia della giustizia civile che di quella penale. 

Sul processo penale, abbiamo scelto di intervenire per snellire l'iter che porta al giudizio finale attraverso interventi sull'udienza preliminare e sui passaggi processuali, e con processi che mirano a razionalizzare il ricorso in appello su cui c'è una delega". Così il ministro della Giustizia Orlando dopo il Cdm.

Sulla giustizia civile "un primo intervento ridurrà il flusso in entrata, per non portare di fronte al giudice tutte le controversie. Abbiamo individuato una serie di disincentivi: una scelta diversa sulle compensazioni delle spese, un disincentivo per cause temerarie".

"Il secondo stadio - ha aggiunto - riguarda la selezione della domanda di giustizia, che sarà sempre significativa: le domande più urgenti vengono da imprese e famiglia. Per questo pensiamo un tribunale con competenze più ampie per le imprese e ad un tribunale che sia di riferimento unico per per la famiglia", ha aggiunto Orlando, specificando che "in questi anni ci sono stati troppi interventi spot che hanno prodotto più danni che benefici".

Prescrizione e Csm
"Interrompere la prescrizione al primo grado di giudizio: questo disincetiverà le condotte dilatorie. Ma ci dovrà essere una grande capacità di guardare a che si giunga all'appello entro due anni". 

Sulle intercettazioni "nessuno vuole mettere bavagli", o "ridurre lo strumento investigativo", ma solo "studiare gli strumenti più idonei a evitare la diffusione di notizie che non hanno rilevanza penale, fermo restando il confronto con gli editori e i direttori dei giornali". La riforma del Csm non è stata abbandonata, ma è solo in attesa di un'interlocuzione con il nuovo Csm".

Anm a Renzi,resta impressione riforma punitiva - Il premier Renzi lo ha escluso, ma per l'Anm resta "l'impressione" che la riforma sulla responsabilita' civile sia "punitiva" per i magistrati. "Si lancia il messaggio che la giustizia funziona male perche' i magistrati fanno errori", dice il segretario Maurizio Carbone,"e si da' il via libera ad azioni strumentali contro i giudici"

"Il grosso neo della riforma della giustizia è non aver affrontato con il coraggio necessario il nodo spinoso della prescrizione. Ci aspettavano un intervento piu' massiccio e radicale che mettesse in discussione l'intero assetto della ex Cirielli, che ha dato cattiva prova di se'".

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