• Senato dei 100, via libera. Grillo, riforma seria o subito al voto

Senato dei 100, via libera. Grillo, riforma seria o subito al voto

Approvato il cuore ddl. Ormai impossibile elezione diretta. Leader M5S: 'Se gli italiani li faranno vincere ammetterò che hanno ragione. Da Renzi nessuna apertura su riforme. Basta'

Le votazioni al Senato sul ddl costituzionale sulle riforme riprenderà lunedì prossimo. Salta la seduta di domenica. Il nuovo calendario deciso a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo è stato approvato dall'Aula. Durante la votazione, dai banchi di M5S è stato urlato "Vergogna, vergogna!". 

Il Senato dei 100 in cassaforte e l'elezione diretta dei senatori definitivamente archiviata. Con l'approvazione dell'art. 2 del ddl riforme, il disegno del governo di Matteo Renzi per il futuro di Palazzo Madama comincia a delinearsi nelle sue linee principali, a partire dall'elezione di secondo grado dei membri del Senato e dalla trasformazione di quest'ultimo in una Camera rappresentativa delle Regioni. L'art. 2 prevede un Senato di cento senatori: 95 rappresentativi delle istituzioni territoriali e cinque che potranno essere nominati dal Presidente della Repubblica. E' questo il cuore della riforma voluta da Renzi e dal ministro Boschi: l'elettività di secondo grado dei senatori. Saranno infatti i Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano a scegliere i senatori, con metodo proporzionale, fra i propri componenti. Inoltre le regioni eleggeranno ciascuna un altro senatore scegliendolo tra i sindaci dei rispettivi territori, per un totale, quindi, di 21 primi cittadini che arriveranno a Palazzo Madama. La ripartizione dei seggi tra le varie Regioni avverrà "in proporzione alla loro popolazione" ma nessuna Regione potrà avere meno di due senatori. La durata del mandato dei nuovi membri del Senato coinciderà con quella prevista negli organi (Regioni o Comuni) in cui sono stati eletti. Il sistema che verrà adottato per la scelta di consiglieri regionali e sindaci da "inviare" a Palazzo Madama sarà regolato da una legge elettorale ad hoc, con un punto fermo: i seggi saranno attribuiti in proporzione rispetto ai voti espressi a livello locale e alla composizione degli stessi Consigli regionali.

"O si riforma seriamente la legge elettorale o si va subito a votare. E se gli italiani sosterranno ancora loro, diremo che loro hanno ragione e che io ho sbagliato per tutta la vita": è l'ultima dichiarazione che Beppe Grillo ha rilasciato ai giornalisti prima di salire sul gommone per l'isola della Maddalena.

Bisogna "tenere alta l'attenzione rispetto a un luogo che non può più stare così: è la storia d'Italia. le cose rimangono irrisolte. se andassimo al governo saremmo sicuramente in grado di prendere decisioni per questa terra vilipesa". Così Beppe Grillo sulla Maddalena.

"Se la maggioranza degli italiani vuole Renzi, Napolitano e la triplice europea non posso fare niente, solo una rivoluzione culturale: proponiamo il Parlamento in piazza contro la farsa di Palazzo", ha detto Grillo.

"Non si tratta di eliminare il Senato, ma di risolvere il problema di un Parlamento di nominati, che poi nomina il Csm. E' un paese più antidemocratico dell'età fascista. Noi studiamo, loro votano, modificano i regolamenti. E Grasso sostiene questa infamia democratica". Così Beppe Grillo prima di partire da Palau per la Maddalena.

"Da parte di Renzi non c'è nessuna apertura": lo ha detto Beppe Grillo, parlando con i giornalisti a Palau prima di imbarcarsi su un gommone, insieme ad alcuni parlamentari M5S, per recarsi alla Maddalena. Grillo torna ad attaccare l'accordo Renzi-Cavaliere: "Uno salva l'altro: Berlusconi pensa alle sue imprese e in cambio voterà le riforme. Basta. E basta col Parlamento di nominati che ancora pretendono l'immunità. Sono personaggi televisivi", conclude.

Grillo, dazi doganali per proteggere l'Italia - "Sì ai dazi sociali, sì ai dazi per proteggere il made in Italy e l'economia italiana". L'ha detto Beppe Grillo nel corso della visita compiuta a La Maddalena in compagnia dei parlamentari sardi M5S. "Il Giappone ha un debito pubblico enorme, ma lo gestisce lo Stato, mentre da noi comandano le banche", ha aggiunto il leader penstastellato.

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