Bozza dl Ilva, ok a sblocco risorse sequestrate

Bozza Dl, per risanamento impianti non serve aspettare il Piano industriale

Via libera allo sblocco delle risorse sotto sequestro per "l'attuazione" e "la realizzazione" del "Piano ambientale" e sanitario, "non oltre l'anno 2014". Questo quanto contenuto nella bozza del nuovo decreto sull'Ilva che dovrebbe andare nel Cdm di oggi. Non sarà più necessario aspettare l'approvazione del Piano industriale.

"Qualora sia necessario ai fini dell'attuazione e della realizzazione del Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria dell'impresa soggetta a commissariamento - si legge nel testo - non oltre l'anno 2014, il giudice trasferisce al commissario straordinario, su sua richiesta, le somme". Il decreto, contenente 'Misure urgenti per la realizzazione del piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria per le imprese sottoposte a commissariamento straordinario', si compone di un articolo e 5 commi. Il provvedimento fa per lo più riferimento alle precedenti leggi, modificandole, da quella relativa al commissariamento dell'anno scorso a all'ultima di febbraio di quest'anno. Viene anche toccato in alcuni punti il Piano ambientale già approvato.

ARRIVA IL COMMISSARIO AMBIENTALE - Sparisce il sub-commissario e viene introdotto un "commissario ambientale" per "attuare nei tempi previsti i complessi, numerosi e urgenti interventi di risanamento ambientale" e di tutela sanitaria. Questo quanto contenuto nella bozza di decreto sull'Ilva. Gli interventi del Piano sono "dichiarati indifferibili, urgenti e di pubblica utilità".

OK PIANO RISANAMENTO CON 80% ATTUAZIONE - Per "l'osservanza" del Piano di risanamento devono essere attuate almeno l'80% delle prescrizioni entro il 31 luglio del 2015, è scritto nella bozza del nuovo decreto. Per il resto delle prescrizioni il termine è fissato al 4 agosto 2016, a parte l'applicazione della decisione della commissione Ue del 2012 sulle "migliori tecniche disponibili per la produzione di ferro ed acciaio".

MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO, 120 MLN DANNI DAI RIVA - Centoventi milioni di euro di danni patrimoniali e morali. E' la richiesta presentata dal legale del Ministero dello Sviluppo Economico nei confronti di Fabio Riva, vicepresidente di Riva Fire, holding del gruppo Ilva, e di altri imputati nel processo milanese con al centro una presunta truffa allo Stato di circa 100 milioni di euro. Secondo il legale di parte civile, avvocato Gabriella Vanadia, infatti, le ''operazioni'' messe in piedi da Fabio Riva erano ''dirette ad ingannare'' la Simest, società pubblica controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti, dalla quale l'Ilva avrebbe avuto stanziamenti che non poteva ottenere. La sentenza è attesa per il prossimo 21 luglio.

WWF, BENE GOVERNO SU FONDI SEQUESTRATI - Il WWF Italia plaude alla decisione del Governo che ha dato il via libera allo sblocco delle risorse sotto sequestro per "l'attuazione e la realizzazione del Piano ambientale e sanitario, non oltre l'anno 2014". E' quanto scrive il una nota l'associazione ambientalista che giudica la decisione "importante visto l'immediato utilizzo dei fondi, provenienti dal sequestro dei beni della famiglia Riva, per gli interventi ambientali poiché questi sono prioritari e non derogabili. Non potevano infatti aspettare, come inizialmente predisposto, il paino di ristrutturazione ambientale. Gli interventi ambientali - ricorda il Wwwf - sono infatti obbligatori e innanzitutto tesi a garantire la messa in sicurezza dell'impianto rispetto a ulteriori conseguenze a scapito della salute pubblica e per cui vanno fatti indipendentemente da ogni possibile piano industriale". Riguardo al processo in corso a Taranto il WWF, costituito parte civile, ribadisce infine "la vicinanza alla magistratura che ancora una volta ha svolto una fondamentale azione per garantire gli interessi sociali prioritari quali la tutela alla salute e all'ambiente".

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