Colloqui a Ginevra sulla Siria

Sono ancora molto distanti le posizioni del regime siriano e degli oppositori che lunedì 14 marzo dovrebbero essere a Ginevra i protagonisti degli attesi colloqui indiretti mediati dall'Onu per cercare una soluzione politica al conflitto in corso da cinque anni. Da Damasco, il ministro degli Esteri Walid al Muallim ha ribadito che le eventuali decisioni sulla "transizione politica" spettano solo al "popolo siriano", mentre gli oppositori appena giunti in Svizzera sono tornati a dire che sono pronti a trattare per una "transizione" in cui il contestato presidente Bashar al "Assad non avrà posto". Muallim, che aveva detto che la delegazione del governo attenderà le opposizioni a Ginevra non più di 24 ore, ha inoltre respinto le dichiarazioni dell'inviato Onu Staffan De Mistura, secondo cui le elezioni presidenziali si dovranno tenere entro 18 mesi dall'avvio del processo negoziale. "Né lui né nessun altro hanno il diritto di parlare di elezioni presidenziali. E' un diritto esclusivo del popolo siriano", ha detto Muallim. Martedì 15 marzo si celebra intanto il quinto anniversario dell'inizio delle allora inedite proteste pacifiche anti-regime e della conseguente repressione governativa. Da allora a oggi sono morti in Siria circa mezzo milione di persone e più della metà della popolazione ha dovuto abbandonare le proprie case.

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