Comey: 'Trump non può fare il presidente'

Ex direttore Fbi parla per la prima volta dopo 'licenziamento'

Donald Trump è "moralmente inadeguato per fare il presidente degli Stati Uniti", un "bugiardo seriale", uno che si comporta da "boss mafioso". James Comey è un "bugiardo", una "talpa", un "uomo viscido" che "andrà a fondo come il peggior direttore Fbi della storia". Volano gli stracci tra l'ex capo dell'Fbi e il presidente degli Stati Uniti. Il duello è stato riacceso dall'intervista di un'ora alla Abc con cui domenica sera Comey ha rotto il silenzio sul tycoon, che lo aveva licenziato nel maggio 2017 sullo sfondo del Russiagate. Un'intervista attesissima per promuovere il suo libro di memorie, 'A Higher Loyalty', che comincerà a presentare a New York domani, prima tappa di un lungo tour.

Il fuoco incrociato arriva mentre si tiene a New York l'udienza sul materiale sequestrato a Michael Cohen, l'avvocato e custode dei segreti di Trump. Al termine di ore di botta e risposta fra l'accusa e la difesa, il giudice Kimba Wood stabilisce che copie dei documenti prelevati dall'Fbi devono essere consegnate allo staff legale di Cohen. L'udienza, che si è tenuta anche davanti alla pornostar Stormy Daniels, rivela che fra i tre clienti di Cohen nell'ultimo anno c'è anche la star di Fox Sean Hannity, il maggiore difensore di Trump sul piccolo schermo. Hannity precisa immediatamente di essersi rivolto a Cohen solo per delle consulenze, di "non averlo mai pagato e di non averlo mai ingaggiato nel senso stretto del termine".

Gli altri due clienti di Cohen nell'ultimo anno sono stati Trump e Elliott Broidy, vice presidente per le finanze del partito repubblicano, per il quale Cohen - il "pitbull di Donald" -, ha negoziato l'accordo da 1,6 milioni di dollari per 'silenziare' una ex modella di Playboy che affermava di essere stata messa incinta. Intanto le accuse di Comey cadono come macigni a Washington. "Una persona che vede un'equivalenza morale nei fatti di Charlottesville (dove si affrontarono suprematisti bianchi e loro oppositori, ndr), che parla e tratta le donne come fossero pezzi di carne, che mente costantemente su questioni piccole e grandi e insiste che il popolo americano gli crede, questa persona non è adeguata ad essere il presidente degli Stati Uniti, sul piano morale", ha attaccato l'ex capo dell'Fbi, togliendosi più di qualche sassolino dalle scarpe.

Trump "non incarna e non rispetta i valori fondamentali americani, a partire dalla verità", ha incalzato, paragonandolo ad un boss di mafia per il quale conta solo "la famiglia" e la "fedeltà" del clan. La stessa che gli chiese durante una cena alla Casa Bianca, inducendo il capo dell'Fbi a promettere solo "onestà". Come non ha escluso che il presidente possa aver ostacolato la giustizia: "E' possibile, ci sono certamente alcune prove". E lo ha diffidato dal licenziare il procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller: "Farebbe suonare il campanello d'allarme" perché "sarebbe il suo attacco più grave al ruolo della legge". Comey ha seminato inoltre sospetti sul fatto che Trump possa essere ricattabile, ritenendo "possibile" che i russi abbiano materiale compromettente sul tycoon. Come il video del presunto incontro in un hotel di Mosca nel 2013 fra il magnate e alcune prostitute che avrebbero urinato sul letto dove avevano dormito gli Obama, stando al controverso dossier dell'ex spia britannica Cristopher Steel. Ma l'ex direttore dell'Fbi non è a favore di un impeachment, preferirebbe "lasciar decidere agli elettori, che ritengo già orientati a farlo direttamente".

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