Siria,altri 300 militari russi a confine

Amnesty accusa la Turchia, profughi rimpatriati a forza

La Russia ha inviato altri 300 agenti della polizia militare in Siria per "compiti speciali" nella fascia di 30 chilometri lungo il confine con la Turchia: lo riferisce il ministero della Difesa di Mosca precisando che i soldati sono arrivati nel Paese dalla Cecenia. Gli aerei cargo militari hanno portato nella base aerea russa di Hmeymim, in Siria, anche oltre 20 mezzi blindati Tigr e Typhoon-U da aeroporti nelle regioni russe di Rostov e Krasnodar.

Una nuova ricerca di Amnesty International ha rivelato che, nei mesi che hanno preceduto la sua incursione militare nel nordest della Siria e prima del tentativo di creare la cosiddetta "zona sicura" oltre i suoi confini, la Turchia avrebbe rimpatriato forzatamente rifugiati siriani. Amnesty International ha incontrato o parlato con rifugiati che hanno denunciato di essere stati picchiati o minacciati dalla polizia turca affinché firmassero documenti in cui attestavano di aver chiesto di tornare in Siria. "In realtà - sostiene la Ong -, le autorità turche li hanno costretti a tornare in una zona di guerra e hanno posto le loro vite in grave pericolo".
   

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