Unesco, Tomba Patriarchi Hebron è sito palestinese

12 stati votano a favore Risoluzione osteggiata da Israele

Nuova bufera tra l'Unesco e Israele. Questa volta l'oggetto dello scontro è la Città Vecchia di Hebron e la Tomba dei Patriarchi, dichiarati da una risoluzione votata oggi a Cracovia "siti palestinesi" del Patrimonio Mondiale e "in pericolo". Durissima la reazione israeliana, con il premier Benyamin Netanyahu che ha bollato la decisione come "surreale" ed ha annunciato il taglio di un milione di dollari ai fondi che il suo Paese paga come membro dell'Onu. Esultanza invece da parte dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), che parla di "evento storico". A favore della mozione - presentata dai palestinesi e votata in modo contestato da Israele, che aveva chiesto la procedura segreta - si sono schierati 12 paesi membri dell'attuale Comitato (in tutto 21, l'Italia non ne fa parte), 3 si sono opposti e 6 si sono astenuti.

 La scelta del Comitato - Angola, Azerbaijan, Burkina Faso, Croazia, Cuba, Finlandia, Indonesia, Jamaica, Kazakhstan, Kuwait, Libano, Perù, Filippine, Polonia, Portogallo, Sud Corea, Tunisia, Turchia, Tanzania, Vietnam e Zimbabwe - si compone di due clausole. La prima, secondo Israele, prevede che sia la Città Vecchia di Hebron sia la Tomba dei Patriarchi entrino a far parte del Patrimonio Mondiale dell'Unesco come "siti palestinesi". La seconda indica che essi devono essere riconosciuti come "in pericolo" e che ogni anno il Comitato dovrà riunirsi per discutere il loro caso. La mossa ha fatto infuriare l'intera leadership israeliana che ha provato nei giorni scorsi - tramite il proprio ambasciatore all'Unesco, Carmel Shama Hacohen - a bloccare il procedimento sul secondo luogo santo dell'ebraismo. Anche l'ambasciatore Usa all'Onu Nikky Haley era intervenuta chiedendo al segretario generale dell'Onu Guterres di bloccare la vicenda.

"Questa volta - ha tuonato Netanyahu - hanno deciso che la Tomba dei Patriarchi a Hebron è un sito palestinese e non ebraico e che è in pericolo. Non un sito ebraico? Chi è sepolto lì? Abramo, Isacco e Giacobbe, Sarah, Rebecca e Lea: i nostri padri e le nostre madri!". "Il sito è in pericolo? - ha incalzato - Solo quando Israele comanda, come ad Hebron, la libertà di religione è garantita per tutti". Poi il premier ha annunciato il taglio dei fondi all'Onu: con quel milione di dollari sarà costruito un Museo dell'Eredità ebraica a Kiryat Arba e ad Hebron. "Una macchia morale" che "falsa la storia", ha insistito il portavoce del ministero degli Esteri a Gerusalemme Emmanuel Nahshon. Il ministro della Difesa Avigdor Lieberman ha attaccato l'Unesco definendolo "un'organizzazione politica, imbarazzante e antisemita", mentre il titolare dell'Educazione Naftali Bennett ha annunciato che "Israele non riprenderà la sua collaborazione con l'Unesco finché questa organizzazione resta uno strumento politico". La scelta di Cracovia è stata invece salutata con entusiasmo a Ramallah: il ministro della Cultura e del Turismo Rula Maaya ha sottolineato "l'evento storico che conferma l'identità dei Patriarchi e che ribadisce che il campus appartiene al patrimonio e alla storia del popolo palestinese". Il ministro degli Esteri, Riyad al-Maliki, ha lodato la risoluzione dell'Unesco il cui voto "è un successo nella battaglia diplomatica che la Palestina sta combattendo su tutti i fronti"."Nonostante la campagna di odio da parte di Israele, la diffusione di bugie, la distorsione e la falsificazione dei fatti che riguardano i diritti palestinesi, il mondo - ha aggiunto - ha approvato il nostro diritto di registrare Hebron e la Moschea di Abramo sotto sovranità palestinese e come sito del patrimonio mondiale".

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