Istanbul: il terrore colpisce la notte di Capodanno

Strage nel nightclub 'Reina' 39 i morti. Isis rivendica. Erdogan: "Vogliono creare il caos ma noi resteremo uniti"

Redazione ANSA

Il terrorismo colpisce la Turchia nella notte di Capodanno: è di 39 morti e oltre 60 feriti il bilancio ufficiale di un attacco avvenuto in una famosa e affollatissima discoteca di Istanbul. Tra le vittime anche 25 stranieri.

L'attacco è avvenuto verso l'1:30 ora locale, le 23:30 in Italia. Il locale preso di mira è il 'Reina': un rinomato nightclub sulle rive del Bosforo posto nel quartiere di Ortakoy nel distretto di Besiktas, parte europea di Istanbul.

Al momento dell'attacco, nel night ci sarebbero state tra le 500 e le 600 persone. L'attentatore avrebbe prima ucciso un poliziotto e una guardia giurata all'ingresso, per poi entrare nel locale e iniziare a sparare a caso sulla folla. Molti si sarebbero perfino gettati nelle acque gelide dello stretto per sfuggire alla morte.

Circa 60 le ambulanze accorse sul posto. "Stanno cercando di creare caos, demoralizzare il nostro popolo, destabilizzare il nostro Paese con attacchi abominevoli che prendono di mira i civili - ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan -. Ma manterremo il sangue freddo come nazione e resteremo più uniti che mai e non cederemo mai a questi sporchi giochi".

Condanna dell'attacco e solidarietà alla Turchia da parte di Stati Uniti, Ue e Nato: la Casa Bianca ha offerto ad Ankara l'aiuto degli Usa, mentre il dipartimento di Stato ha espresso solidarietà "all'alleato turco"; l'alto rappresentante europeo per gli Affari esteri Federica Mogherini ha sottolineato come si debba "lavorare per prevenire tali tragedie"; il segretario generale dell'alleanza atlantica Jens Stoltenberg ha parlato di "tragico attacco".

IL VIDEO, TERRORISTA RIPRESO DURANTE L'ATTACCO

Nell'attentato alla discoteca sono morte 39 persone, di cui 25 stranieri VIDEO

L'Isis ha rivendicato la strage. Nel comunicato di rivendicazione, l'Isis definisce la Turchia, "serva della croce". E poi, riferendosi al suo ruolo nel conflitto in Siria, avverte che "il governo di Ankara dovrebbe sapere che il sangue dei musulmani, uccisi dai suoi aerei e dalla sua artiglieria, provocherà un fuoco nella sua casa per volere di Dio" sostenendo che il killer ha agito "in risposta agli ordini" del leader dell'Isis, Abu Bakr al-Baghdadi".

 

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