16enne svedese liberata da curdi a Mosul

Era andata in Siria l'anno scorso prima di entrare in Iraq

Era stata "traviata" dal suo ragazzo, che dalla Svezia l'aveva convinta a seguirlo in Siria e poi a Mosul, roccaforte dei seguaci dello Stato islamico. Ora la adolescente è stata "messa in salvo" dalle forze curdo-irachene nel nord dell'Iraq, in circostanze che però non sono state ancora chiarite.

Il racconto dell'operazione di "salvataggio" della 16enne Marlin Stivani Nivarlain, della cittadina svedese di Boras, è riferito dal governo autonomo di Erbil, che oggi ha diffuso alla stampa un comunicato e una foto della giovane ragazza, anche se per ora non vi sono fonti indipendenti sul terreno in grado di confermare l'autenticità del governo curdo-iracheno. Ma una fonte curdo-irachena, citata dal quotidiano della cittadina originaria della ragazza, il Boras Tidning, non esclude che la giovane sia stata liberata dietro al pagamento di un riscatto.

Le autorità svedesi finora non hanno fornito conferme dei dettagli della vicenda ma rivelano di essere state informate l'estate scorsa del fatto che "un minore svedese si trovava in Siria". E che erano in contatto con i familiari
   

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