Iraq: alla Trevi appalto diga Mosul

Lo riferisce il portavoce del governo di Baghdad all'Ap

L'Italia invierà altri 130 soldati a Erbil rafforzando il suo contributo alla lotta all'Isis. L'annuncio del ministro della Difesa Roberta Pinotti arriva a chiusura del vertice dei 23 paesi più impegnati contro il sedicente Stato islamico. Una conferenza segnata dal pressing americano sugli alleati per "nuovi contributi" contro Daesh.

"Sulla diga di Mosul i contatti con Baghdad vanno avanti da settimane, i soldati italiani saranno a difesa della diga e le modalità di azione saranno prese in accordo con il governo iracheno e la coalizione. La partecipazione dei nostri militari si definirà molto presto". Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni confermando l'aggiudicazione dell'appalto per la manutenzione della diga all'azienda italiana Trevi il cui "contratto sarà firmato nei prossimi giorni".

Il premier Matteo Renzi, a margine di un seminario a Dakar sulla cooperazione internazionale, si è rallegrato che la ditta italiana Trevi abbia vinto l'appalto e ha confermato l'impegno italiano a difesa della diga annunciando: "Ne parlerò nei prossimi giorni con il primo ministro iracheno che riceverò a Roma".

La Trevi, di Cesena, si è aggiudicata l'appalto per la diga di Mosul, in Iraq. Lo ha reso noto il portavoce del governo iracheno, Saad al-Hadithi, spiegando che si tratta del contratto per il rinnovo e la manutenzione dell'opera, dal valore di 230 milioni di dollari.
    Nei giorni scorsi si era tornato a parlare della diga sul fiume Tigri, dopo che un alto responsabile militare americano in Iraq aveva ribadito i timori di Washington per l'eventuale crollo della struttura, costruita nel 1980. Sin dal 2007 le autorità americane e irachene hanno lanciato allarmi sui pericoli di cedimenti della diga, che si trova a poche decine di chilometri dall'area controllata dall'Isis e che dall'anno scorso è in mano alle forze curdo-irachene. Matteo Renzi in dicembre ha annunciato la disponibilità dell'Italia a inviare 450 militari italiani per difendere la diga. E oggi l'ANSA ha appreso da fonti diplomatiche che l'Italia che il governo italiano e quello iracheno stanno ancora trattando il loro invio.
   

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