Rohani a Roma. Appello ebrei, Renzi sia chiaro con Iran

Presidente da Papa, Mattarella e Renzi. Economia in primo piano

di Luciana Borsatti

Sabato a pranzo dal presidente Sergio Mattarella, poi in visita da papa Francesco e la sera a cena con il premier Matteo Renzi. Domenica l'incontro con i presidenti delle Camere Pietro Grasso e Laura Boldrini, prima di partecipare ad un forum con le Pmi organizzato dalla Camera di commercio italo-iraniana e di partire per Parigi. E ancora, incontri della sua delegazione con alcuni 'big' dell'economia italiana. E' decisamente fitta l'agenda del presidente iraniano Hassan Rohani per la sua visita in Italia, prima tappa della sua missione in Europa dopo lo storico accordo sul nucleare di cui è stato tenace sostenitore in patria. E la scelta di Roma conferma la particolare attenzione che l'Iran ha sempre riservato all'Italia. Lo schema della visita ricalca quella del presidente riformista Mohammad Khatami, giunto nel marzo 1999 a Roma come primo capo di Stato iraniano in un Paese Ue dalla Rivoluzione islamica del 1979. Allora a Palazzo Chigi c'era Massimo D'Alema, al Quirinale Oscar Luigi Scalfaro e in Vaticano Giovanni Paolo II. Niente vino a tavola né nel pranzo al Quirinale né nella cena a Palazzo Madama, in quell'occasione, e così accadrà anche stavolta - confermano in ambienti diplomatici -, mentre a Parigi sul vino è stato braccio di ferro tra le due diplomazie, che alla fine hanno trovato un compromesso su un incontro tra Hollande e Rohani lontano dai pasti. Analogo problema si era posto con la Francia anche a fine marzo 1999: allora la visita fu cancellata, e poi rinviata di alcuni mesi. Rohani giungerà il 14 in Italia con una folta delegazione di ministri e di attori del sistema economico iraniano, anche se la composizione del suo seguito - si parla di decine di persone - non è stato ancora ufficializzata. Il contestuale incontro di Vienna sulla Siria lascerebbe un margine di incertezza sulla presenza del ministro degli Esteri Javad Zarif, che potrebbe però inviare a Vienna - dove l'Iran è stato appena accolto nel consesso di potenze internazionali per trovare una soluzione alla crisi siriana - il suo vice ministro Hossein Amir Abdollahian. Ancora non ufficiale nemmeno l'elenco degli altri ministri, anche se nei giorni scorsi si parlava dei responsabili di Industria, Petrolio, Trasporti e Agricoltura. Nella delegazione, scrivono i media iraniani, ci saranno rappresentanti dei settori gas e petrolio, alimentare, agricoltura, gestione dell'acqua e opere ingegneristiche, per i quali sono previsti incontri con corrispettivi italiani di alto livello. Oltre ad avere un alto valore politico, la visita sarà dunque una tappa preparatoria per la missione economica di circa 240 imprese attesa, con il viceministro Carlo Calenda, tra il 28 e il 30 novembre. Missione che fa seguito all'arrivo a Teheran di ben quattro ministri negli ultimi mesi: Paolo Gentiloni, Federica Guidi, Stefania Giannini e Dario Franceschini. Ma intanto gli ebrei italiani avvertono: l'Iran di Rohani è una "spietata dittatura", ha denunciato il presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) Renzo Gattegna, che ha chiesto a Renzi di "sollevare chiaramente e con incisività i problemi aperti" con il presidente iraniano a Roma. Certi temi, ha aggiunto, non si possono mettere "sotto al tappeto dei sorrisi".

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