Parlamento Gb: sì a mozione su Palestina

274 sì e 12 no. Ma è atto simbolico: no di Cameron. Mogherini: arrivare presto a Stato

Via libera della Camera dei Comuni britannica alla mozione per il riconoscimento della Palestina come Stato. I voti a favore sono stati 274, quelli contrari 12. La richiesta al governo è di riconoscere lo Stato palestinese con quello di Israele.

Mogherini vede Lieberman: arrivare presto a Stato Palestina
"E' indispensabile far ripartire il processo di pace e arrivare in tempi brevi alla nascita di uno Stato palestinese, con garanzie di sicurezza per Israele. Su questo l'Italia è pronta a dare il proprio contributo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini al collega israeliano Avigor Lieberman nel corso di un incontro alla Farnesina, a proposito del rilancio del processo di pace in Medio Oriente. Lo riporta una nota. 

Gb: voto mostra spostamento opinione contro Israele
L'ambasciatore britannico in Israele Matthew Gould ha detto che il voto del parlamento inglese sul riconoscimento della Palestina come Stato mostra ''uno spostamento dell'opinione pubblica contro lo stato ebraico''.''Israele - ha aggiunto alla radio- ha perso sostegno a causa della guerra e per gli annunci sugli insediamenti; il vento sta soffiando e continuera' a soffiare se non ci saranno progressi verso la pace''.

Altolà di Israele: scelta mina possibilità pace  - Una scelta che "mina le possiblità di raggiungere una pace reale": cosi' il ministero degli Esteri israeliano ha definito il voto del parlamento inglese che indica al governo britannico - pur senza nessun vincolo - la necessità di riconoscere la Palestina come Stato. "La strada per uno Stato palestinese - ha aggiunto - passa attraverso la via della trattativa" tra le parti.

Olp: voto Parlamento è messaggio a governo britannico
 "Questo voto manda un chiaro messaggio al governo britannico, darà forza a chi in Europa chiede il riconoscimento della Palestina e creerà le basi per la comunità internazionale per consentire al popolo palestinese parità legale e diritti". Così, Hanan Ashrawi, dell'Olp, ha commentato il voto del Parlamento inglese a favore dello Stato palestinese. "Il riconoscimento della Palestina - ha continuato Ashrawi - non è contingente ai negoziati con Israele, e non è certamente qualcosa su cui siamo disposti a trattare".
   

Sì parlamento Gb a Palestina, voto simbolico ma storico
(di Alessandro Carlini)

 E' un voto simbolico ma storico. La Camera dei Comuni britannica ha approvato una mozione che chiede il riconoscimento della Palestina come Stato con 274 voti in favore e 12 contrari. Nel documento si chiede al governo di ''riconoscere lo Stato palestinese insieme a quello di Israele'' come parte di un ''contributo per assicurare una soluzione negoziata dei due Stati''. E anche se l'esecutivo non è vincolato in alcun modo ci potrebbero essere conseguenze a livello internazionale. Il sottosegretario per il Medio Oriente, Tobias Ellwood, ha dichiarato che uno Stato palestinese potrebbe essere riconosciuto solo al momento opportuno. Nel corso del dibattito andato avanti per ore si è cercato di rivedere il più possibile la versione iniziale della mozione proposta dal deputato laburista Graham Morris, sottolineando come la soluzione dei due Stati sia quella da seguire per risolvere il conflitto israeliano-palestinese. Il dibattito ha messo in subbuglio la politica britannica.

Il premier David Cameron e i suoi ministri hanno scelto la via dell'astensione per evitare ogni polemica. Un portavoce di Downing Street è stato molto chiaro in proposito: il governo non era disposto a cambiare la sua posizione - basata sulla soluzione dei due Stati - nemmeno se fosse stata approvata la mozione. ''Continueremo a collaborare con diversi partner internazionali, Israele e l'Autorità nazionale palestinese'', ha aggiunto. Mentre un portavoce del vice premier e leader libdem Nick Clegg ha affermato che c'erano le ragioni per arrivare a un riconoscimento della Palestina. Inoltre ha espresso sostegno per l'emendamento alla mozione che la definisce come ''un contributo per assicurare una soluzione negoziata'' del conflitto in Medio Oriente. Questo per scongiurare le possibili proteste di Israele che già aveva criticato la Svezia, primo grande Paese occidentale dell'Ue a rompere gli indugi e a muoversi in modo unilaterale riconoscendo la Palestina. Non mancavano i contrasti invece fra i laburisti che hanno proposto il documento. Il leader Ed Miliband aveva dato il suo sostegno ricevendo però diverse critiche. A partire dal Board of Deputies, l'organizzazione ebraica più importante del Paese, che aveva definito l'iniziativa come minaccia alla ripresa dei negoziati di pace. Mentre un gruppo di deputati filo israeliani è entrato in aperto dissenso con Miliband. Intanto oltre 300 israeliani avevano sottoscritto una lettera inviata ai parlamentari britannici nella quale si chiedeva loro di votare a favore del riconoscimento. ''Noi sottoscritti israeliani, che hanno a cuore il benessere di Israele, crediamo - è scritto nella missiva - che l'esistenza e la sicurezza di Israele dipenda dall'esistenza e dalla sicurezza di uno stato palestinese''. Tra gli oltre 300 ci sono uomini politici, rappresentanti della società civile, attivisti, scienziati e artisti di centro sinistra.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE:

Video ANSA