Gilet: vietata protesta a Champs-Elysees

Un anno dopo l'inizio delle manifestazioni,appelli a mobilitarsi

Parigi si blinda per il temuto ritorno dei gilet gialli. A un anno dal "primo atto" delle mobilitazioni che hanno guastato le feste al presidente Emmanuel Macron, i duri e puri del movimento richiamano le truppe affinché convergano numerose questo fine settimana, tra Parigi e provincia, nella speranza di un rilancio. Secondo le autorità in stato di allerta per il rischio di nuove violenze a margine dei cortei pacifici, "diverse migliaia" di manifestanti, tra cui elementi "radicali", potrebbero tornare in piazza per celebrare il 53/o atto, nell'"anniversario" dei gilet gialli. Una preziosa occasione per dimostrare a Macron che il movimento "non è morto". A Parigi l'allerta è alta. Il prefetto ha firmato un'ordinanza per il divieto di manifestare, per tutto il weekend, sull'avenue des Champs-Elysées che fu teatro di gravi violenze e danneggiamenti l'inverno scorso. Proteste vietate anche in altre zone a rischio come Senato e Assemblea Nazionale, la sede del governo (Matignon), la Torre Eiffel e Notre-Dame de Paris. In un video su Facebook, uno dei falchi dei gilet gialli, l'autotrasportatore Eric Drouet, invita a bloccare il Boulevard Périphérique, il grande anello stradale che circonda Parigi, per poi convergere sugli Champs-Elysées sbarrati. Sempre sui social, altri militanti si organizzano per occupare un "tempio del consumismo" come la centralissima filiale Ikea di Place de la Madeleine o un Apple Store, rivela il quotidiano Le Parisien. Nella capitale, l'unico corteo dichiarato (e dunque autorizzato) è quello in partenza da Place d'Italie. Previste manifestazioni anche in altre città come Lione, Marsiglia, Montpellier, Tolosa o Lille, dove ai gilets jaunes si uniranno gli ecologisti, mentre a Bordeaux si minaccia il blocco di un pedaggio autostradale e non si contano gli appelli a tornare sulle rotatorie, con o senza stop del traffico. Questa mattina un centinaio di 'gialli', poi sgomberati dalla polizia, ha bloccato un'industria chimica Seveso vicino a Saint-Nazaire. Intervistato da France 2, il n.2 del ministero dell'Interno, Laurent Nunez, ha riferito che l'interesse per questo anniversario è "un po' più marcato" rispetto ai precedenti atti di questi ultimi mesi a cui hanno aderito poche migliaia di persone. Di conseguenza, lo schieramento di forze dell'ordine sarà proporzionato all'indice di rischio. Secondo un sondaggio Elabe per Bfm-Tv, oltre metà dei francesi, il 55%, dice di approvare la mobilitazione, ma il 63% si oppone all'eventualità che riprenda. Rispetto all'inverno scorso, il movimento si è fortemente ridimensionato. Oltre alle concessioni da 17 miliardi di euro fatte da Macron (sacrificando gli impegni sui conti pubblici assunti con Bruxelles) anche il Grand Débat National che per mesi ha cercato di far dibattere i cittadini su problemi e soluzioni per il Paese sembra aver sortito qualche effetto. Privi di un vero leader, i gilet gialli potrebbero ora passare dalle piazze alle urne, con la creazione di liste elettorali in vista del voto municipale di marzo. Ex portavoce della frangia moderata, Jacline Mouraud punta addirittura all'Eliseo nel 2022. Per l'Atto Primo del 17 novembre 2018, furono 282.000 persone a rispondere presente. Un rito che da quel momento in poi durerà quasi un anno, ogni sabato, tra Parigi e la Francia profonda. Dodici mesi al cardiopalma, talvolta segnati dalle violenze, con 2.400 manifestanti e 1.800 agenti feriti. Tra l'altro, 24 persone hanno perso un occhio a causa dei lanci di Lbd, l'arma non letale data in dotazione alle forze dell'ordine divenuta il simbolo delle "violenze della polizia" denunciate dai manifestanti. Undici le persone morte per incidenti a margine dei cortei.

      RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

      Video ANSA