Lione: tre fermati per l'attentato terroristico

L'ordigno esploso nel centro della città francese era "telecomandato a distanza"

La polizia ha fermato due sospetti, e la madre di uno dei due, nell'inchiesta sull'attentato di venerdì a Lione.  Uno dei sospetti fermato - secondo quanto si apprende dalla procura - ha 24 anni ed è indiziato di essere personalmente "l'autore" dell'attentato con un pacco bomba lasciato davanti a una panetteria. 

Fonti dell'inchiesta sull'attentato (13 feriti leggeri per l'esplosione di un ordigno artigianale) hanno fatto sapere che la polizia scientifica ha isolato un DNA sui reperti utilizzati per le indagini. Inoltre, si apprende dai media francesi sul posto, le ricerche hanno portato alla luce "una minima quantità di esplosivo TATP", il perossido di acetone. Si tratta dello stesso tipo di esplosivo usato dall'Isis in diversi attentati in Europa, anche se gli inquirenti non hanno fatto alcun accenno ad una possibile responsabilità dello Stato islamico. Durante la conferenza stampa di mezzogiorno il procuratore della Repubblica Remy Heitz aveva parlato di "90 inquirenti e 30 tecnici della polizia scientifica mobilitati da ieri sera" per individuare l'attentatore di Lione. 

L'ordigno esploso nel centro di Lione era "telecomandato a distanza", finora non ci sono state rivendicazioni dell'atto e diversi fra i 13 feriti vengono sottoposti ad interventi chirurgici per l'estrazione di schegge: queste le principali informazioni date dal procuratore della Repubblica Remy Heitz durante una conferenza stampa. Il procuratore ha parlato di "diverse testimonianze" e di una caccia all'uomo che continua.

Caccia all'uomo a Lione dopo esplosione di un pacco bomba

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