May chiede un nuovo rinvio della Brexit e apre a Corbyn

Svolta 'soft' a 10 giorni da no deal

Theresa May si arrende e apre le porte a una Brexit soft. La svolta arriva sull'orlo del baratro, con una Gran Bretagna a rischio caos e il sistema politico allo sbando, paralizzato da veti e bocciature incrociate. E arriva con un discorso al Paese nel quale la premier Tory annuncia la disponibilità, in extremis, a un compromesso faccia a faccia con il leader dell'opposizione laburista Jeremy Corbyn, nonché l'imminente richiesta di un ulteriore slittamento dell'uscita dall'Ue: seppure limitato dal 12 aprile al 22 maggio per evitare di costringere il Regno al paradosso di dover partecipare alle prossime elezioni europee tre anni dopo il referendum 2016 pro Leave; e i 27 al timore di doverne subire le fibrillazioni.

Corbyn, parlando subito dopo la May, si è detto "molto felice" di incontrarla, raccogliendo quindi la mano tesa. Ma il compromesso dovrà essere raggiunto in tempo utile per consentire al Parlamento britannico di approvare una legge ad hoc "entro il 22 maggio, in modo che il Regno Unito non partecipi alle elezioni europee", ha chiarito la premier, indicando su questo una scadenza netta.

Per il capo negoziatore Ue Michel Barnier il tempo è ormai agli sgoccioli e una proroga ulteriore a Londra potrà essere concessa solo a patto che l'Unione "non rimanga a lungo ostaggio" delle convulsioni politiche d'oltremanica.

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