Turchia: voto anticipato il 24 giugno, Erdogan alla sfida finale

Alle urne con lo stato d'emergenza, obiettivo 'super-presidenza'

 La Turchia torna alle urne. Con un anticipo di oltre un anno, Recep Tayyip Erdogan ha convocato per il 24 giugno le elezioni presidenziali che attribuiranno per la prima volta i nuovi poteri introdotti dal contestato referendum costituzionale del 2017. Un'accelerazione improvvisa, dopo l'appello lanciato ieri dall'alleato Devlet Bahceli, leader dei nazionalisti del Mhp, che nel contestuale voto parlamentare si presenteranno in coalizione con l'Akp di Erdogan. Ma a sorprendere è soprattutto la data, la prima utile contando la durata minima legale della campagna elettorale. La volontà del 'Sultano' di ricorrere al voto ben prima della scadenza naturale, nel novembre 2019, appariva forte al di là delle sue ripetute smentite. Con il vento in poppa per l'entusiasmo nazionalista scatenato dall'offensiva militare contro i curdi in Siria, Erdogan evita così anche le incognite delle insidiose amministrative del marzo prossimo. Ma la fuga in avanti è ispirata anche dalla traballante situazione economica, con la lira turca piombata nei giorni scorsi ai minimi storici e l'inflazione sempre sopra il 10%, nonostante la crescita record del Pil del 7,4% nel 2017. "In un periodo in cui gli sviluppi in Siria si sono accelerati, e dobbiamo prendere decisioni molto importanti dagli equilibri macroeconomici ai grandi investimenti, la questione delle elezioni deve essere eliminata dall'agenda al più presto possibile", ha detto annunciando alla nazione la chiamata alle urne.
   

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