Catalogna, decine di migliaia di persone in piazza

Sciopero generale, bloccati treni e strade. Contro la "repressione" dello stato spagnolo e per la liberazione dei "detenuti politici". Ricorso a Strasburgo Puigdemont-Forcadell. Non ci sarà lista unica indipendentisti

Decine di migliaia di persone di nuovo scese in piazza ieri in tutta la Catalogna per chiedere la liberazione dei dieci "detenuti politici" - 8 membri del Govern di Carles Puigdemont e due leader indipendentisti - incarcerati a Madrid per ordine di una giudice spagnola. All'appello delle organizzazioni della società civile ci sono state concentrazioni davanti ai municipi delle principali città ma anche di comuni più piccoli e sulla piazza della cattedrale di Barcellona

Il presidente catalano deposto Carles Puigdemont e la presidente del Parlament, Carme Forcadell, hanno già presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti umani contro Madrid. Lo rende noto la stessa Corte. Oltre a questo ricorso, la cui prima comunicazione è arrivata il 18 ottobre, pendono altri tre ricorsi depositati da altri indipendentisti catalani. Tutti e quattro i fascicoli, sottolineano a Strasburgo, sono ad uno stadio preliminare e non sono ancora stati comunicati al governo di Madrid. Puigdemont e Forcadell hanno presentato un ricorso con altri 74 membri del parlamento catalano. Il ricorso riguarda la decisione della Corte Costituzionale di sospendere la seduta del parlamento catalano in cui si supponeva che sarebbe stata dichiarata l'indipendenza della regione. La prima comunicazione dei 76 ricorrenti alla Corte di Strasburgo è arrivata il 18 ottobre, e il fascicolo porta il nome della presidente del parlamento catalano. La decisione della Corte costituzionale è al centro anche di un secondo ricorso, arrivato lo stesso giorno, presentato da un cittadino catalano, Domingo Garcia-Mila. Gli altri due ricorsi, uno presentato dal cittadino Josep Costa i Rosello e l'altro da Josep Maria Jove Llado, braccio destro del vicepresidente catalano Oriol Junqueras, riguardano invece le multe (tra i 6 e 12 mila euro al giorno) imposte dalla Corte Costituzionale ai membri dei comitati elettorali creati per preparare il referendum del primo ottobre. Le prime comunicazioni su questi ricorsi sono arrivate alla Corte di Strasburgo il 22 settembre. Ieri, in un'intervista alla Catalunya Radio, Puidgemont aveva preannunciato un ricorso contro la Spagna davanti alle corti internazionali per una presunta violazione dei diritti umani legata all'incarcerazione di membri del governo catalano e all'"esilio" suo e di altri politici di Barcellona a Bruxelles

Non ci sarà una lista unica indipendentista, come auspicato dal President Carles Puigdemont dall'esilio di Bruxelles, alle elezioni catalane del 21 dicembre. I tre principali partiti sovranisti, Pdecat, Erc e Cup, riferisce Tv3, non hanno raggiunto un accordo per correre insieme prima di questa notte allo scadere del termine fissato per legge per la presentazione di coalizioni. I 10 "detenuti politici" - 8 membri del Govern di Puigdemont e due leader indipendentisti - dovrebbero essere candidati in liste diverse.

Il traffico è stato interrotto in 70 punti sulle strade e autostrade in Catalogna per lo sciopero generale proclamato per chiedere la liberazione dei membri del Govern e dei leader indipendentisti ritenuti "detenuti politici". La polizia ha potuto sgombrare le rotaie e consentire il normale funzionamento della rete ferroviaria regionale. L'alta velocità rimane invece paralizzata a Girona, dove i manifestanti hanno occupato le rotaie della stazione Renfe. Lo sciopero è seguito al 100% nelle università.

Migliaia di persone si sono concentrate su Piazza Sant Jaume a Barcellona davanti al palazzo del Govern per chiedere la liberazione dei 10 "detenuti politici" catalani, fra cui 8 ministri, in carcere a Madrid. Nel corso della giornata sono previste altre concentrazioni davanti ai municipi di tutte le città catalane in occasione della giornata di sciopero generale.

Il premier belga, niente privilegi a Puigdemont  - "Puigdemont è un cittadino europeo che deve rispondere delle proprie azioni, con i suoi diritti e doveri, senza privilegi". Lo ha detto il premier belga Charles Michel, riferendo in parlamento della situazione catalana e dei suoi riflessi sul Belgio. "C'è una crisi politica in Spagna, non in Belgio", ha detto Michel. Quanto alla domanda d'asilo di Puigdemont "ogni cittadino ha diritto di farla - ha detto -, ma non è un affare che riguarda il governo".

Non ci sarà lista unica indipendentisti  - Non ci sarà una lista unica indipendentista, come auspicato dal President Carles Puigdemont dall'esilio di Bruxelles, alle elezioni catalane del 21 dicembre. I tre principali partiti sovranisti, Pdecat, Erc e Cup, riferisce Tv3, non hanno raggiunto un accordo per correre insieme prima di questa notte allo scadere del termine fissato per legge per la presentazione di coalizioni. I 10 "detenuti politici" - 8 membri del Govern di Puigdemont e due leader indipendentisti - dovrebbero essere candidati in liste diverse.

La Audiencia Nacional di Madrid ha confermato il carcere preventivo per i leader indipendentisti catalani Jordi Sanchez e Jordi Cuixart accusati di sedizione per le manifestazioni pacifiche di Barcellona del 20-21 settembre. Quattro magistrati hanno votato a favore, uno contro. Il giudice dissidente José Ricardo de Prada ha definito "non necessario, non idoneo e sproporzionato" l'arresto dei 'due Jordi' ordinato dalla giudice Carmen Lamela.

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