• Stoccolma, quattro morti. Attentatore è un uzbeko filo-Isis noto agli 007

Stoccolma, quattro morti. Attentatore è un uzbeko filo-Isis noto agli 007

Bomba artigianale inesplosa in camion

Redazione ANSA

Terrore, sgomento, incredulità: sono i sentimenti che prevalgono a Stoccolma, dopo la strage in centro dove un camion è piombato sulla folla uccidendo quattro persone. Altre 10 sono ferite e ancora ricoverate in ospedale, quattro sono in condizioni gravi. Il sospettato numero uno è un uzbeko di 39 anni, l'uomo arrestato venerdì a nord di Stoccolma. La polizia è certa che sia lui il killer: "Nulla indica che sia la persona sbagliata", e non esclude che possa aver avuto dei complici, "al momento non possiamo ancora escludere che altri siano coinvolti". A bordo del camion è spuntato poi quello che appare un ordigno artigianale, probabilmente carico di liquido infiammabile che non si è innescato. Nel pomeriggio l'antiterrorismo ha effettuato un blitz a sud di Stoccolma: tre le persone finite in manette. Secondo i media "sono collegate" al 39enne uzbeko, ma mancano conferme ufficiali. I tre si trovavano "a bordo di un'auto bianca", e "sono collegate al sospetto".

Il Papa ha pregato per le vittime: "Al Cristo che oggi entra nella passione - ha detto il Pontefice prima di recitare l'Angelus dal sagrato di San Pietro - e alla Vergine santa affidiamo le vittime dell'attentato terroristico di venerdì scorso a Stoccolma, come anche quanti sono duramente provati dalla guerra, sciagura dell'umanità".

Un altro blitz si segnala, sabato, in quello che viene considerato il 'covo' del presunto killer. La polizia, che punta da ufficialmente sulla pista del terrorismo, non manca di sottolineare le similitudini tra l'attacco di Stoccolma e quello di Londra. Manca ancora una rivendicazione ufficiale, ma questo potrebbe essere collegato come in altri casi all'esistenza di una vera e propria cellula dormiente che le formazioni jihadiste vogliono tenere ancora sottotraccia. Nel Paese prevale il cordoglio e la paura, il governo ha annunciato di aver rafforzato i controlli al confine. Il re Carlo XVI Gustavo, rientrato in fretta e furia dal Brasile, si è rivolto alla nazione con un messaggio televisivo. "Siamo scossi da quanto è successo. Quelli che vogliono aiutare sono di più di quelli che vogliono colpirci", ha detto, esprimendo il cordoglio ai familiari delle vittime ringraziando poi le forze dell'ordine e quelle dei soccorsi, "hanno fatto un gran lavoro per limitare i danni".

A Stoccolma, per tutta la giornata di sabato a centinaia si sono recati sul luogo del massacro, portando fiori, mentre pian piano la situazione tornava alla normalità, con il ripristino delle linee della metropolitana e quelle ferroviarie. Sui media però infuriano le polemiche: si punta l'indice contro i servizi di sicurezza, che hanno rinvenuto il potenziale ordigno - nascosto in una valigetta - solo 24 ore dopo l'attacco, e soprattutto dopo aver consentito ieri sera al premier Stefan Lofven di recarsi sul luogo dell'attentato quando la minaccia non era stata ancora sventata.

Il capo dell'intelligence Anders Thornberg ha poi rivelato che il sospetto "non era sotto indagine" ma che "era finito sotto i radar" e infine catalogato come "figura marginale". Eppure, ha rivelato l'Aftonbladet, l'uomo aveva postato materiale di propaganda dell'Isis su Facebook, e apprezzato una foto 'celebrativa' dell'attentato alla maratona di Boston del 2013. Mentre resta il mistero sulla presunta confessione dell'uomo. Sabato è stato ascoltato in presenza del suo avvocato, non è trapelato nulla. Eppure gli esperti insorgono, sottolineano come da tempo si fosse elevata l'allerta, proprio verso figure dell'estremismo islamico originarie dell'Uzbekistan che in Svezia potrebbero contare su una fitta rete di sostegno. E tiene banco, per la prima volta in Svezia, il tema di una legislazione più restrittiva. L'ex premier Fredrik Reinfeldt avverte: "La Svezia non rinuncerà mai ai principi della libera circolazione, forse si discuterà se piazzare o meno più telecamere di sorveglianza, ma non siamo disposti a rinunciare a quell'apertura che è il bagliore della libertà, che noi amiamo tanto.

LA CRONACA DELL'ATTACCO

Pomeriggio di terrore quello di venerdì a Stoccolma, dove un camion è piombato a tutta velocità tra i passanti nella zona dello shopping pedonale del centro facendo una strage. Erano quasi le tre del pomeriggio (le 14 in Italia) e l'autocarro che consegna la birra ha colpito a caso, ha falciato i pedoni, ha ucciso e ferito fino a quando non è andato a schiantarsi contro l'ingresso del negozio di un centro commerciale, rimanendo incastrato.

La polizia infatti in serata ha riferito di aver arrestato un uomo "in relazione" all'attacco e in mattinata ha spiegato che dovrebbe essere il terrorista alla guida del mezzo. Anche l'identità dell'attentatore resta per ora sconosciuta: circola solo la fotografia di un uomo con indosso un giaccone verde, una felpa grigia con cappuccio e scarpe da ginnastica. "La Svezia è stata attaccata, si è trattato di un atto terroristico", ha dichiarato il premier Stefan Lofven mentre i soccorritori cominciavano il tragico conteggio delle vittime. Quattro i morti secondo la polizia, cinque secondo la televisione locale. Almeno 15 i feriti, ma le autorità a tarda sera si dicevano ancora "non in grado" di fornire un bilancio definitivo.

Nel frattempo era stato spento l'incendio provocato dall'impatto del camion nel grande magazzino Ahlens e il denso fumo che ha probabilmente permesso al killer di dileguarsi aveva smesso di annerire il cielo. Le autorità hanno interrogato il proprietario dell'automezzo che stava consegnando la birra Spendrups. L'autista stamattina si è fermato davanti al ristorante Caliente: giusto il tempo di avvisare del suo arrivo che un uomo è saltato sul camion, l'ha messo in moto ed in pochi attimi è sparito. Un furto, si era pensato, e l'allerta terrorismo ufficialmente non era scattata. Il killer ha colpito quando ha superato l'incrocio tra una grande arteria (la Klarabergsgatan) e la via pedonale più frequentata della capitale, la Drottninggatan.

E' stato il panico, molti i video che hanno catturato immagini di terrore, di fuga ma anche di feriti e di sangue. Evacuata la stazione centrale, fermati i treni regionali e i convogli della metropolitana, chiusi i due più grandi centri commerciali della capitale, la polizia ha circondato e isolato praticamente tutto il centro città, invitando la gente a non cercare di andarci, né a piedi né in auto. Le modalità dell'attentato di oggi - il camion che falcia la folla - ricordano molto da vicino quelle degli attacchi che hanno insanguinato nell'ultimo anno l'Europa da Nizza a Berlino, poi rivendicati dall'Isis. Intanto - mentre si moltiplicano i messaggi di cordoglio - anche i Paesi vicini hanno alzato il livello di allerta, dalla Finlandia alla Norvegia, fino alla Danimarca che ha istituito checkpoint lungo tutti i 16 chilometri del ponte Oresund che la collega con la Svezia.

 IN UN FILMATO I PASSANTI CHE SCAPPANO NEI NEGOZI AL PASSAGGIO DEL CAMION (VIDEO)

IL LUOGO DELL'ATTENTATO DA GOOGLE MAP

L'episodio è avvenuto in una delle principali strade commerciali di Stoccolma. L'autista ha lasciato dietro di sé - tra Kungsgatan e Olof Palme Street - vetri rotti e segni di pneumatico del mezzo pesante. I corpi di alcune vittime, secondo un testimone, sono stati poi coperti con sacchi per la spazzatura.

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I VIDEO

Il camion è stato rubato poco prima dell'attacco. Il mezzo appartiene alla 'Spendrups', popolare marca di birra svedese, ed è stato rubato durante il giro di consegne nei ristoranti della città. I responsabili dell'azienda hanno avuto un contatto con l'autista legittimo del mezzo. Secondo quanto riferito dal direttore della comunicazione del birrificio, Maarten Lyth, l'autista "stava scaricando della merce quando qualcuno è saltato dentro il camion ed è scappato". Lyth, precisando di non essere in grado di dire quante persone abbiano preso possesso del camion, ha detto che l'autista "è illeso ma sotto choc, attualmente è ascoltato dalla polizia".

Il camion ha falciato la folla nella centralissima strada pedonale Drottningsgatten di Stoccolma ha finito la sua corsa nel centro commerciale Ahlens City. "Ho visto centinaia di persone mettersi a correre per salvarsi la vita. Mi sono girata ed ho cominciato a correre anche io", ha detto una testimone al quotidiano Aftonbladet. Un altro testimone ha riferito: "Stavo camminando verso la strada principale quando un grande camion è spuntato dal nulla. Non sono riuscito a vedere se ci fosse qualcuno alla guida o fosse fuori controllo, ma ho visto che almeno due persone sono state schiacciate. E mi sono messo a correre più forte che potevo".

Nella stessa zona, l'11 dicembre 2010, si verificò un duplice attentato con autobomba: era il primo attentato suicida nei paesi scandinavi.

L'INTERVENTO DELLA POLIZIA (VIDEO DA TWITTER)

 

 

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