Brexit: si apre battaglia Corte suprema

Appello governo contro attivazione iter con voto parlamento

Si è aperta alla Corte suprema di Londra la battaglia legale per stabilire se il governo conservatore di Theresa May debba passare attraverso un voto parlamentare prima di avviare formalmente l'iter della Brexit.
    L'esecutivo ha fatto ricorso dopo che l'Alta corte si era espressa in favore di un via libera di Westminster. Le udienze durano quattro giorni e il verdetto sarà reso pubblico all'inizio di gennaio. Le udienze si svolgono in diretta tv, cosa insolita nel sistema giudiziario britannico. La Brexit è stata decisa a maggioranza dagli elettori nel referendum del 23 giugno ma l'iter di divorzio da Bruxelles deve essere attivato attraverso la notifica formale da parte di Londra dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona che la premier si è impegnata a far scattare entro la fine di marzo. Un dibattito alle camere potrebbe tuttavia ostacolare o ritardare la tabella di marcia indicata dal governo. Sul Daily Telegraph di oggi, l'Attorney General, Jeremy Wright, a nome dell'esecutivo ha messo in guardia gli 11 giudici della Corte a "non sfidare" la volontà popolare e a non sconfinare nel territorio di un "giudizio politico". La businesswoman Gina Miller, portabandiera del gruppo di cittadini che ha promosso l'azione legale per ottenere un passaggio in parlamento prima della Brexit, aggrappandosi alla natura "consultiva" del referendum, ha invece denunciato in una intervista al Guardian tentativi di condizionamento sui giudici sostenendo che la Corte suprema "è stata vilipesa" ancor prima dell'inizio delle udienze. Intanto, fuori dal palazzo di giustizia è in corso una piccola manifestazione di attivisti pro Brexit   

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