Austria, al via la stretta sui migranti. Ungheria chiude valichi treni

Ma per ora al confine sloveno non ci sono profughi in arrivo

Parte la stretta sui migranti annunciata dall'Austria e sulla quale si è consumato un duro scontro tra Vienna e l'Ue al Consiglio europeo, con Bruxelles che ha definito "illegali" le misure sui tetti giornalieri sull'accoglienza e sul transito dei richiedenti asilo. Il cancelliere austriaco Werner Faymann, malgrado le critiche, stanotte ha assicurato che il suo Paese sarebbe andato avanti nell'applicazione delle misure annunciate.
    Tuttavia al momento non ci sono arrivi di migranti a Spielfeld, il principale valico di frontiera con la Slovenia: secondo Fitz Grunding, portavoce della polizia, il motivo sarebbe il cattivo tempo che ha interessato l'Egeo nei giorni scorsi frenando così il flusso di persone in arrivo.

Una catena umana è stata formata oggi al valico del Brennero per dire no alla costruzione di una barriera fra Austria e Italia, ma non si tratta di un'azione contro l'Austria. Lo hanno ribadito i partecipanti all'iniziativa. Alla manifestazione hanno preso parte circa 250 persone, chi in rappresentanza di partiti o sindacati chi di associazioni, ma anche semplici cittadini. Presente anche un gruppo di cittadini di Innsbruck. In rappressentanza della Provincia di Bolzano hanno partecipato Christian Tommasini e Richard Theiner, della Provincia di Trento Ugo Rossi. Hanno preso parte anche il Parlamentare Ue Herbert Dorfmann. Presente anche la Svp con Philipp Achammer. L'iniziativa, è stato detto oggi, è un no deciso ai muri, che sono il sintomo dell'assenza di una politica europea. E' invece un sì convinto all'Europa, perché sappia impedire il ripiegamento su sé stessi degli Stati membri e all'Euregio, perché prosegua nella positiva e forte azione avviata in questi giorni.

L'Ungheria chiuderà da domenica i suoi tre passaggi di frontiera ferroviari con la Croazia. Lo riferisce l'agenzia austriaca Apa, che cita media ungheresi. Per il momento è previsto che questa misura duri 30 giorni. Nella disposizione firmata dal ministro dell'Interno Sandor Pinter, l'iniziativa è motivata con "l'interesse della sicurezza pubblica". I passaggi di frontiera interessati sono quelli di Murakeresztur-Kotoriba, Gyekenyes-Koprivnica e Magyarboly-Beli Manastir. 

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