Marò: ecco la Corte arbitrale, procedura entra nel vivo

Italia chiederà rientro Girone. Latorre a cerimonia della Marina

Un nuovo passo nella lunga vicenda dei marò e nello scontro giuridico tra Italia e India. Con la nomina dei cinque giudici del Tribunale arbitrale internazionale, annunciata oggi dalla Corte permanente di arbitrato dell'Aja che lo ospiterà, la procedura può entrare nel vivo. E la prima mossa del governo italiano sarà quella di riproporre la richiesta "urgente" di far rientrare Salvatore Girone in patria, bocciata ad agosto dal Tribunale sul diritto del mare di Amburgo. Solo due giorni fa, in occasione della festa delle Forze Armate, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva ribadito il "pieno sostegno" ai due Fucilieri di Marina, ritenuti da New Delhi responsabili dell'omicidio di due pescatori indiani al largo del Kerala il 15 febbraio 2012. Nella stessa occasione il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, aveva annunciato la costituzione della Corte arbitrale, cui mancava solo l'ufficialità dei nomi dei giudici che la compongono. Insieme agli arbitri italiano Francesco Francioni e indiano P. Chandrasekhara Rao, indicati dai rispettivi Paesi, sono stati nominati "dopo consultazioni tra le parti" - riferisce una nota della Corte dell'Aja - il coreano Jin-Hyun Paik, il giamaicano Patrick Robinson e il russo Vladimir Golitsyn, in qualità di Presidente. Stamani Massimiliano Latorre, ancora alle prese con i postumi dell'ictus che lo colpì più di un anno fa in India, ha partecipato, in una delle sue rare uscite pubbliche, alla cerimonia di cambio al vertice del Comando Marittimo Sud nella sua città, Taranto.   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA