Strage di Ankara, identificato il secondo kamikaze

Si tratterebbe di un turco che si era unito all'Isis in Siria

Le autorità turche avrebbero identificato il secondo sospetto attentatore kamikaze della strage di Ankara come Omer Deniz Dundar, un turco fuggito in Siria per unirsi all'Isis. Lo sostiene il quotidiano Hurriyet. Secondo Hurriyet Dundar si era recato inizialmente in Siria nel 2013 per fare ritorno in Turchia l'anno successivo e ripartire ancora per la Siria dopo 8 mesi. Intervistato dal quotidiano Radikal, il padre dell'uomo ha sostenuto di aver più volte chiesto aiuto alla polizia per ritrovarlo. Sempre secondo media locali, l'altro sospetto kamikaze sarebbe Yunus Emre Alagoz, fratello di quello della strage di Suruc, in cui a luglio morirono 33 attivisti filo-curdi. Le indagini sulla strage di sabato alla stazione ferroviaria di Ankara sono "al loro stadio finale e più o meno concluse", ha detto il vicepremier turco, Numan Kurtulmus: "Due attentatori suicidi hanno compiuto l'attacco, usando ciascuno circa 5 kg di tritolo". La Turchia ha una lista di sospetti potenziali kamikaze.

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Finora sono state effettuate 102 autopsie sulle vittime di Ankara. I corpi restituiti alle famiglie sono al momento 97, mentre 5 restano ancora nelle mani delle autorità. Almeno 3 sarebbero non identificati e tra questi potrebbero esserci quelli dei due attentatori suicidi. 

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Il premier turco Ahmet Davutoglu si è recato sul luogo della strage per deporre una corona di fiori in memoria delle vittime. Ieri sera una delegazione di ambasciatori e rappresentanti dei Paesi membri dell'Unione Europea, tra cui l'ambasciatore italiano Luigi Mattiolo, era giunta "sul luogo della tragedia per esprimere la vicinanza alle famiglie delle vittime e la solidarietà alla Turchia nel rifiuto del terrorismo", deponendo corone di fiori.

Quello di Ankara "è stato un attentato micidiale, una sorta di 11 settembre turco", ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ad Agorà. "La cosa che più ha colpito è che le persone manifestavano contro la guerra e gli scontri tra Pkk ed esercito". "Preoccupano le conseguenze", ha aggiunto il ministro. "Credo che l'attentato di Ankara sia di ispirazione fondamentalista islamica", ha detto Gentiloni. "Il fondamentalismo islamico è tra i maggiori avversari dei curdi", ha sottolineato il ministro: con la strage "subiscono danni sia il governo, perché Erdogan deve presentare il volto di un Paese stabile, sia il partito di opposizione Hdp, che spinge i curdi su una linea di protesta politica non violenta" e con la strage "rischiano di essere schiacciati".

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