Voto in Ucraina, Iatseniuk a sorpresa davanti a Poroshenko

Dati parziali: è testa a testa con presidente. "Filorussi" salgono al 9,6%

Il voto separatista fissato per il prossimo 2 novembre nelle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk minaccia il processo di pace. Lo ha detto Sviatoslav Tsegolko, portavoce del presidente ucraino Petro Poroshenko, citato dall'agenzia Ria Novosti, in risposta all'annuncio di Mosca di voler riconoscere anche le elezioni dei ribelli. Nell'appoggiare il voto separatista (in Ucraina orientale) Mosca viola i suoi impegni", ha sottolineato anche il segretario di Stato americano, John Kerry.

La Russia riconoscerà i risultati delle elezioni parlamentari e presidenziali convocate per il 2 novembre dai ribelli filorussi nelle zone da loro controllate nelle regioni orientali di Donetsk e Lugansk: lo ha annunciato il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, in una intervista a Izvestia.

Testa a testa tra il Fronte popolare del premier Arseni Iatseniuk e il Blocco del presidente Petro Poroshenko alle elezioni legislative di ieri in Ucraina. Con l'85,49% delle schede scrutinate delle elezioni parlamentari ucraine, resta in testa il Fronte popolare del premier Arseni Iatseniuk (22,4%), seguito dal Blocco del presidente Poroshenko (21,6%). Terzo Samopomich (Auto aiuto) con il 10,9%, quarto il Blocco di opposizione (filorusso) con il 9,4%.

Osce, voto conforme a norme democratiche - Le elezioni politiche di ieri in Ucraina "si sono svolte in conformita' alle norme democratiche". Lo sostiene l'Osce sulla base delle prime conclusioni degli osservatori europei che hanno seguito lo scrutinio.  Il coordinatore della missione degli osservatori Osce per le elezioni legislative in Ucraina, Kent Harstedt, ha inoltre definito il voto di ieri "un momento decisivo per il futuro del paese, per gli organi del potere e per gli elettori". Le elezioni politiche di ieri in Ucraina sono state "ben organizzate" e "si sono registrati solo incidenti isolati", fa sapere l'Osce precisando che il processo di voto "e' stato giudicato positivamente nel 99% dei seggi elettorali osservati", anche se "si sono riscontrate alcune irregolarita' procedurali". 

Obama, bene elezioni, pietra miliare democrazia - Il presidente americano, Barack Obama, si congratula con l'Ucraina per le elezioni, che ''rappresentano un'importante pietra miliare nello sviluppo democratico'' del paese. Lo afferma Obama, sottolineando che gli Stati Uniti sono pronti a sostenere le scelte del popolo ucraino e del nuovo governo. E continueranno a sostenere la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina.

Barroso,vittoria democrazia e agenda riforme europee - L'Ue plaude alla "vittoria della democrazia e di un programma di riforme europee" nelle elezioni in Ucraina: così il presidente uscente della commissione Ue Josè Manuel Barroso, che dal suo account di Twitter si "felicita con gli ucraini", in riferimento al voto politico di ieri.

Mosca riconosce le elezioni legislative. La Russia riconosce le elezioni politiche di ieri in Ucraina. "Aspettiamo i risultati ufficiali - ha spiegato il vice ministro degli Esteri russo, Grigori Karasin -, ma già ora è chiaro che nonostante la campagna elettorale dura e sporca, le elezioni sono valide".

Mogherini, è una vittoria della democrazia - Le elezioni in Ucraina confermano, per il ministro degli Esteri Federica Mogherini, che il Paese è pronto a proseguire sulla strada della stabilizzazione. "Le elezioni parlamentari in Ucraina rappresentano una vittoria della democrazia", ha detto il ministro. "E' importante che sia stata assicurata la più ampia partecipazione al voto, a testimonianza dell'impegno delle forze politiche e del popolo ucraino per la costruzione di un futuro di pace e stabilità", ha proseguito.

L'affluenza alle urne è stata appena oltre il 50% degli aventi diritto: esattamente il 52,42%. Lo fa sapere la commissione elettorale centrale. Il dato è definitivo e si riferisce a tutti i 198 distretti elettorali, compreso l'est russofono dove la maggioranza non ha votato.

La diserzione è stata massiccia quasi ovunque nelle regioni del sud-est russofono ucraino, anche in quelle non presidiate dai separatisti e dove quindi si è potuto votare senza particolari ostacoli. Secondo i dati definitivi, nella regione di Donetsk si registra un'affluenza del 32,4% e in quella di Lugansk del 32,87%. Bassa anche la percentuale di elettori che è andata a votare nella regione russofona di Odessa, nell'Ucraina meridionale: 39,52%. Più alta viceversa l'affluenza a ovest, che ha raggiunto il 70% nella regione di Leopoli (Lviv in ucraino, Lvov in russo), tradizionale roccaforte nazionalista e 'anti-russa'.

Nell'Est separatista la tensione è tornata alta. Dopo il voto si sono registrati di nuovo spari ed esplosioni nella città di Donetsk, baluardo dei ribelli separatisti della russofona Ucraina sud-orientale assediato dalle artiglierie di Kiev. Lo riferisce il Comune della città che prima del conflitto contava un milione di abitanti. Domenica nelle zone del sud-est controllate dai separatisti i seggi elettorali non sono stati aperti, ma negli ultimi due giorni vi era stato comunque un sostanziale stop dei bombardamenti.

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