Partorisce dopo trapianto di utero. In Svezia primo caso al mondo

Una svedese avrebbe ricevuto l'organo da sua madre

(di Elida Sergi)

ROMA - Sta bene Vincent, il primo bimbo nato al mondo da un utero trapiantato. La mamma, una donna svedese di 36 anni di cui non è stata rivelata l'identità, lo ha partorito a Goteborg, in Svezia, assistita da Mats Brannstrom, professore di ostetricia e ginecologia della Sahlgrenska Academy. La giovane ha le ovaie funzionanti ma è nata senza utero e lo ha ricevuto da una donna, presumibilmente una stretta amica di famiglia di 61 anni di età, andata in menopausa sette anni fa. Questo le ha permesso di dare alla luce lo scorso mese un piccolo nato prematuramente con un cesareo, del peso di 1 chilo e ottocento grammi e che gode di buona salute. Il caso, che ha lasciato sorpresi e meravigliati gli stessi medici dell'università di Goteborg che lo hanno seguito, è stato descritto in un articolo che sarà disponibile online integralmente domani sul sito della rivista The Lancet. "Verso questo traguardo raggiunto a Goteborg - ha spiegato all'ANSA il professor Paolo Scollo, presidente della Sigo, Società italiana di ginecologia e ostetricia - c'è da una parte cautela, perché è il primo caso al mondo, dall'altra molta curiosità e interesse scientifico perché questo potrebbe rivelarsi molto utile per un limitato numero di pazienti senza utero o che ne hanno subito l'asportazione. A queste pazienti con mancanza di utero per patologie genetiche, fino adesso non avevamo nulla da offrire - conclude - se non andare fuori dall'Italia per ricorrere alla procedura dell'utero in affitto". La mamma e il papà del piccolo si erano sottoposti a fecondazione in vitro, dalla quale sono stati prodotti 11 embrioni che sono stati congelati mentre è stato effettuato il trapianto di utero. Dopo un anno si è proceduto a impiantarne uno, dando luogo alla gravidanza, somministrando alla mamma anche dei farmaci immunosoppressori, in modo che il suo sistema immunitario non rigettasse l'utero. Il piccolo è nato a 32 settimane di gestazione con un cesareo perché la mamma aveva sviluppato la preeclampsia, nota anche come gestosi, ma ora sta bene e a detta del papà è "assolutamente delizioso. Non è diverso dagli altri bimbi ma da grande avrà una bella storia da raccontare". "Appena ho sentito questo bambino perfetto che mi cresceva dentro ho pianto lacrime di gioia e di sollievo" ha detto la mamma al 'Guardian', aggiungendo che "adesso l'impossibile è diventato realtà". "Il bimbo ha pianto solo subito dopo la nascita e non ha richiesto cure particolari se non una normale osservazione nell'unità neonatale - ha spiegato il professor Brannstrom al 'Telegraph' - adesso è tutto a posto e mamma e piccolo sono a casa". Brannstrom sta lavorando con altre 8 donne con problematiche simili, ma invita alla cautela: "ritengo che questo tipo di procedura non potrà essere considerata di routine ancora per molti anni". Il risultato raggiunto in Svezia, frutto di 10 anni di lavoro, arriva dopo due precedenti tentativi falliti, in Arabia Saudita nel 2000 e in Turchia nel 2011. Nel primo caso dopo il trapianto l'utero ha dovuto essere rimosso, nel secondo c'è stato un tentavo di impiantare degli embrioni che però ha portato per ben due volte a degli aborti

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