Giappone, si dimette ministro Economia accusato di tangenti

Indiscrezioni stampa, lui nega le accuse

 Il ministro dell'Economia giapponese, Akira Amari, ha annunciato le sue dimissioni sulla scia di indiscrezioni di stampa che lo accusano di aver ricevuto tangenti da una società di costruzioni. Il ministro nega le accuse. Lo riporta la Bbc online. Il ministro ha annunciato le sue dimissioni durante una conferenza stampa trasmessa in tv. Akira Amari ha negato di aver ricevuto tangenti, ma ha chiesto scusa per avere provocato "preoccupazioni e problemi", aggiungendo di sentirsi responsabile di minare la fiducia del pubblico nel governo con una "situazione molto imbarazzante". Lo scandalo è scoppiato la settimana scorsa, quando la rivista settimanale Bunshun ha scritto che Amari ed i suoi assistenti hanno accettato una tangente di 12 milioni di yen (circa 92.500 euro) in contanti da una società di costruzioni non meglio identificata. Nella sua veste di ministro dell'Economia dalla fine del 2012, Amari - 66 anni - è stato uno dei membri più fidati nel Gabinetto del premier Shinzo Abe. Ma le sue dimissioni rappresentano una battuta d'arresto per gli sforzi di Abe di riavviare la crescita nella terza economia del mondo. Durante un'interrogazione parlamentare Amari aveva detto di non ricordare chiaramente i dettagli degli incontri nel suo ufficio con la società in questione, ma secondo Bunshun nel novembre 2013 un dipendente della società ha incontrato il ministro nel suo ufficio e gli ha dato una busta contenente 500 mila yen in contanti oltre a un costoso dolce giapponese chiamato 'yokan'. Da parte sua, Amari ha affermato di non sapere cosa ci fosse nella busta, limitandosi a dire che era "molto pesante"

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