'Sua Act', la legge antiterrorismo indiana

"Sua Act" è l'acrononimo di "Legge per la repressione degli atti illeciti contro la sicurezza della navigazione marittima e le strutture fisse sulla piattaforma continentale". Si tratta di uno strumento giuridico adottato dall'India nel 2002 per dare esecuzione a un'omonima Convenzione internazionale firmata a Roma nel 1988 dopo il dirottamento della nave Achille Lauro, avvenuto tre anni prima da parte di un gruppo di terroristi palestinesi.

Questa Convenzione definisce per la prima volta il concetto di "terrorismo marittimo" e permette a uno Stato di estendere la sua giurisdizione anche al di fuori delle proprie acque territoriali in caso di crimini su navi o strutture fisse. Ed e' per questo che viene evocata nel caso della Enrica Lexie, perche' l'incidente e' avvenuto al largo del Kerala in acque non territoriali, ma contigue, dove l'India ha alcuni "diritti sovrani" ma non la "sovranita'".

Il suo articolo tre, quello piu' temuto, prevede in particolare che "chi causa la morte di una qualsiasi persona sara' punito con la morte". Il "SUA Act" compare nella lista di leggi per le quali e' competente la National Investigation Agency (Nia), una sorta di Digos indiana nata nel 2008 dopo le stragi di Mumbai, ed a cui sono state affidate le indagini sui due fucilieri italiani dopo che la Corte Suprema ha sottratto il caso alla polizia del Kerala per carenza di giurisdizione. Secondo il suo statuto, questa polizia non si occupa di reati "ordinari", come gli omicidi, ma soltanto di casi di terrorismo, o altri riguardanti la sicurezza nazionale. In teoria quindi, senza l'utilizzazione delle leggi speciali, e a meno di modifiche che pero' non possono essere rapidissime, la Nia non e' in grado di intervenire.

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