Il Marò Latorre in Italia. La figlia Giulia, "felicissima"

Il rientro per consentirgli di rimettersi dall'ischemia

ULTIMA ORA L'aereo con a bordo il marò Massimiliano Latorre, proveniente da New Delhi, è atterrato alla Stazione elicotteri della Marina militare a Grottaglie. Qui l'attendono il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e i capi di Stato maggiore della Difesa e della Marina, Luigi Binelli Mantelli e Giuseppe De Giorgi.

Nel Circolo ufficiali dell'insediamento militare di Grottaglie il marò tarantino ha incontrato i familiari. Con loro c'erano il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e il capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe De Giorgi. Non c'era invece, come previsto in un primo momento, il capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

"Sono felicissima che sia in Italia, spero che si riprenda e che stia meglio. Finalmente staremo con papà tutti insieme noi figli". Lo dice all'ANSA Giulia Latorre, figlia del fuciliere della Marina.

Boldrini: bene rientro Latorre ma servono tempi certi - "Si deve fare in modo che la vicenda dei marò si risolva. Il rientro a casa di Latorre è certamente una cosa positiva, ma servono tempi certi sulla definizione del caso". Lo ha detto il presidente della Camera, Laura Boldrini, a margine della sua visita al carcere minorile "Malaspina". "Indipendentemente dal fatto che siano o meno colpevoli - ha aggiunto - non si capisce perché non c'è stata una presa di posizione chiara delle autorità indiane e perché ci sono stati tutti questi rinvii".

L'OK DELLA CORTE INDIANA AL RIENTRO (di Maurizio Salvi) - Massimiliano Latorre potrà trascorrere quattro mesi in Italia per recuperare in un ambiente privo di stress, e in famiglia, la sua miglior forma dopo il brutto attacco ischemico avuto il 31 agosto scorso. La decisione, salutata con sollievo dalle autorità italiane, è stata presa a New Delhi dal presidente della Corte Suprema, R.M. Lodha, nel corso di un'udienza di 30 minuti svoltasi in un clima disteso, insolito per gli appuntamenti in tribunale legati alla vicenda dell'incidente in cui il 15 febbraio 2014 morirono al largo del Kerala due pescatori indiani.

Primo a rallegrarsi per l'esito è stato il premier Matteo Renzi che via Twitter ha scritto:

Da parte sua il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha lodato "la sensibilità dei giudici indiani", aggiungendo che "ora il nostro pensiero è per Girone". Apprezzamento per la Corte indiana è venuto anche dal ministro degli Esteri Federica Mogherini, che ha ricordato come "resta ferma la la volontà e la determinazione del governo italiano a trovare in tempi rapidi una soluzione definitiva a questa controversia".

Da mesi il governo italiano ha annunciato un cammino lento ma irreversibile verso l'internazionalizzazione della vicenda e la ricerca di un arbitrato internazionale, processo che potrebbe essere modificato solo da un "nuovo dialogo" fra India e Italia, che per il momento però stenta a decollare. Dalla famiglia di Latorre è stata la figlia - su Facebook - a esprimere le prime emozioni. "Che bella notizia", ha scritto Giulia, accompagnando le sue parole con la consueta faccina dello smile, in attesa di riabbracciare presto il papà.

In tribunale la strada è apparsa subito in discesa quando è stato annunciato alla Corte il ritiro di un'istanza presentata dai legali di Freddy Bosco, proprietario del peschereccio St.Antony, in cui si chiedeva un supplemento di perizie mediche. Una buona notizia seguita da un'altra: la conferma ribadita dal rappresentante giuridico del governo indiano, l' 'additional sollicitor general' P.S. Narasimha, che il governo di Delhi non aveva obiezioni alla concessione di un rientro temporaneo per Latorre "su base umanitaria". Sono poi intervenuti a sostenere la richiesta di Latorre due 'principi' del foro indiani, K.T.S. Tulsi e Soli Sarabjee, che hanno illustrato il contenuto dell'istanza e precisato la necessità, caldeggiata anche da specialisti indiani del settore, che il Fuciliere ottenesse il permesso di una convalescenza in Italia. A questo punto Lodha ha voluto vedere le lettere di impegno dell'ambasciatore Daniele Mancini presente in aula, a nome dello Stato italiano, e dello stesso Latorre. Per la prima non vi sono stati problemi, mentre per la seconda è stato chiesto al Fuciliere una seconda versione più sintetica, "non ambigua e non equivoca", chiedendo la soppressione di alcuni paragrafi secondo il magistrato non inerenti all'offerta di garanzie. Prima di chiudere la seduta per la pausa pranzo, il giudice ha comunque firmato l'ordinanza di autorizzazione, chiarendo che essa sarebbe diventata operativa solo dopo la presentazione del nuovo impegno scritto da parte di Latorre.

Una condizione che il team dei legali della difesa ha risolto molto rapidamente. Questo ha permesso a Latorre, come si è appreso da fonti a New Delhi, di ricevere in tempi record già stasera il passaporto con un visto di uscita dall'India e uno di rientro dall'Italia al termine del permesso per motivi di salute di quattro mesi dal momento della sua partenza. "Abbiamo ottenuto quanto volevamo", ha commentato all'ANSA Soli Sarabjee, Procuratore generale indiano ed uno dei due avvocati che hanno presentato l'istanza italiana. In entrambe le lettere, che l'ANSA ha potuto visionare, si ribadisce sostanzialmente l'impegno a che Latorre "ritornerà in India entro il periodo disposto dalla Corte", e che "non commetterà trasgressione alcuna delle condizioni imposte per lui".

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