Cile, il presidente chiede perdono e presenta le riforme

Il bilancio dei disordini e delle proteste sale a 18 morti e oltre 2.600 arresti

Il presidente cileno Sebastián Pinera "ha chiesto perdono" ieri sera per non aver compreso la drammaticità della situazione sociale esistente in Cile, ed ha annunciato una serie di proposte per "una agenda sociale di unità nazionale". In un discorso dal Palazzo della Moneda, Pinera ha detto di "aver ascoltato la gente", manifestando comunque preoccupazione per l'ordine pubblico e per il ritorno del Paese alla "normalità" dopo i disordini cominciati venerdì per l'aumento del biglietto della metropolitana, che hanno causato 15 morti. Il capo dello Stato ha promesso di voler intervenire con dieci misure sociali, molte delle quali riguardanti le pensioni che sono fra le più basse del pianeta. Si interverrà inoltre per ridurre il costo della salute e dei farmaci, aumentare il salario minimo e creare una imposta sulla ricchezza.

Il bilancio a mercoledì è di 18 morti e 2.643 arresti. In una comunicazione effettuata dal Palazzo della Moneda, il sottosegretario agli Interni Rodrigo Ubilla ha precisato che 11 delle morti sono avvenute nella regione di Santiago del Cile, tutte coinvolte in incendi e saccheggi, principalmente in centri commerciali; le ultime tre a La Serena, Coquimbo e lungo la statale 5 Sur. Rispetto alle 24 ore precedenti, comunque, "si è notata una diminuzione significativa dei fatti violenti associati a saccheggi, vandalismi e delinquenza".

Amnesty denuncia violazioni dei diritti e arresti arbitrari - Amnesty International ha sollecitato il presidente cileno Sebastián Piñera a garantire il rispetto dei diritti umani durante lo stato d'emergenza, sottolineando che questa decisione, con cui si affidano alle forze armate funzioni di mantenimento dell'ordine pubblico, non fa che aumentare i rischi che si commettano violazioni. Lo si legge in un comunicato dell'organizzazione a tutela dei diritti umani. "Già nei giorni scorsi, nel contesto delle proteste contro l'aumento del prezzo dei trasporti pubblici, le forze di sicurezza hanno impiegato forza eccessiva e sono stati segnalati arresti arbitrari di manifestanti", denuncia Amnesty. "Invece di reprimere le proteste, il governo cileno dovrebbe trovare soluzioni alle richieste provenienti dalle proteste e indagare su tutte le denunce di violazioni dei diritti umani segnalate nel corso delle manifestazioni", ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe.

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