Di Maio a Haftar, no a risposta militare

'Non possono essere le armi o i bombardamenti, ma il dialogo'

(ANSA) - ROMA, 13 FEB - "In Libia c'è un popolo che vuole delle risposte. La risposta non può essere però in alcun modo militare. Non possono essere le armi o i bombardamenti. La strada da seguire deve essere inevitabilmente quella del dialogo e della diplomazia". Lo scrive il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, dopo l'incontro a Bengasi con il generale Khalifa Haftar. "Non esitai a dire all'inizio del mio mandato alla Farnesina che era stato perso del terreno in Libia, oggi però è altrettanto doveroso dire che qualcosa è stato recuperato. Siamo tornati ad avere un peso determinante in Ue e un'indubbia affidabilità con tutti gli attori coinvolti, questo grazie anche al lavoro dei nostri tecnici, del corpo diplomatico e dei nostri apparati di intelligence", scrive ancora Di Maio. "Il percorso, sia chiaro, resta complesso, quindi niente trionfalismi o slogan di alcun genere. Al contrario - aggiunge - bisogna continuare a lavorare con costanza, lavorare per la pace e, allo stesso modo, per difendere i nostri asset geostrategici"

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