79 morti e 141 feriti in scontri a Bengasi

Governo e parlamento prendono le distanze da ex generale Haftar

La Libia ripiomba nel caos. Con l'offensiva sferrata da Khalifa Haftar, ex generale in pensione ora a capo di un esercito paramilitare dotato anche di aerei e elicotteri che ha lanciato i suoi uomini contro le milizie integraliste islamiche, definendole gruppi di terroristi. Il risultato è stato un durissimo scontro con un bilancio - ancora provvisorio - di 79 morti e oltre 140 feriti.
Il governo di Tripoli ha gridato al colpo di Stato con un comunicato congiunto di governo, parlamento e esercito, letto dal presidente del Congresso generale nazionale (Cng, parlamento) Nouri Abou Sahmein, nel quale l'attacco compiuto da Haftar viene definito "al di fuori della legittimità dello stato", un vero e proprio "colpo di stato". Il generale nega: " L'operazione lanciata venerdì e battezzata 'Dignità' mira a ripulire la Libia dai terroristi. Abbiamo cominciato questa battaglia e continueremo fino a raggiungere il nostro scopo. Il popolo libico è con noi'', ha aggiunto precisando che altri suoi uomini sono pronti ad intervenire in diverse zone della Cirenaica.

Sono continuati nella notte fra sabato e domenica i disordini a Bengasi tra i paramilitari guidati dall'ex generale Khalifa Hafter e milizie islamiste. Forti deflagrazioni e spari sono proseguiti tutta la notte nella seconda città libica. La stazione radio del gruppo estremista Ansar al Sharia, ritenuto responsabile dell'attacco al consolato americano del settembre 2012, sarebbe stata distrutta da un'esplosione. Anche un deposito di munizioni di un altro gruppo armato è stato preso di mira.

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