Algeria al voto per le presidenziali

Urne aperte ma il movimento di protesta le boicotta

Più di 24 milioni di algerini sono chiamati al voto oggi nelle prime elezioni presidenziali del dopo-Bouteflika. Una consultazione boicottata dal movimento di protesta che ha portato alla caduta del presidente-autocrate in carica per due decenni e che chiede lo smantellamento del suo sistema di potere.
    I cinque candidati in lizza vengono contestati dall' "hirak", il "movimento", perché troppo vicini all'opaco e corrotto "systeme" sopravvissuto ad Abdelaziz Bouteflika: due di loro, Abdelmadjid Tebboune e Ali Benflis, sono stati in passato addirittura primi ministri.
    E' prevedibile quindi che pure dopo il voto - rinviato 2 volte ad aprile e luglio - continueranno le manifestazioni del venerdì islamico contro il governo appoggiato dai militari, i veri detentori del potere nel Paese, ex colonia francese fino al 1962 e terzo maggiore fornitore di gas dell'Europa. Una protesta è stata dispersa violentemente ieri pomeriggio nel centro di Algeri dalla polizia causando diversi feriti.
   

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